Un centro servizi per i pazienti cronici attivo al Poma

Per agevolare il nuovo modello di presa in carico e cura. Lettere a 150mila mantovani per scegliere il gestore

MANTOVA. La riforma regionale sull’assistenza e le cure ai pazienti cronici entra nel vivo. Nei giorni scorsi Regione Lombardia e Ats Val Padana hanno inviato le prime lettere per avviare il nuovo percorso di cura attraverso i “gestori”, i medici di famiglia, nel caso in cui abbiamo aderito, o le strutture sanitarie più vicine.

La Regione ha infatti individuato un nuovo modello di presa in carico per garantire alle persone in condizione di cronicità cure che rispondano meglio ai bisogni individuali di salute, allo scopo anche di semplificare la gestione della patologia.


Questi pazienti – circa 150mila in provincia di Mantova – stanno ricevendo una lettera dall’Ats Val Padana che fornirà loro tutte le informazioni. Solo il paziente stesso può dare avvio al percorso di presa in carico scegliendo il medico al quale affidare la cura della propria malattia fra i vari attori del sistema socio sanitario lombardo che hanno aderito, in primis i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e i medici specialisti delle strutture sanitarie e socio sanitarie pubbliche e private.

L’Asst Carlo Poma, l’azienda socio sanitaria territoriale di Mantova, è stata accreditata quale gestore di quei pazienti cronici che già abitualmente si rivolgono ai suoi professionisti per visite ed esami diagnostico strumentali. Per raggiungere questo obiettivo si è dotata di un centro servizi, situato nella palazzina 10/A dell’ospedale di Mantova (accanto al Poliambulatorio) mettendo a disposizione operatori sanitari e amministrativi che accompagneranno i cittadini dal momento in cui riceveranno la lettera dell’Ats. Il centro servizi è contattabile al numero verde 800-224328 nei seguenti giorni e orari (per la fase iniziale): dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13 e dalle 14 alle 17.

Chi è portatore di patologia cronica sa quanto tempo lui e i suoi familiari devono dedicare ad aspetti burocratici quali richiesta prescrizioni, code per prenotazioni, inadeguatezza dei tempi di visite ed esami: di questi aspetti, oltre che del monitoraggio dell’adesione al percorso di cura, si occuperà il personale del centro servizi. Il cittadino, a sua volta, dovrà assicurare l’aderenza alle cure e la sua collaborazione, presentandosi agli appuntamenti per le prestazioni, assumendo le terapie che gli vengono prescritte e seguendo un adeguato stile di vita. Il paziente e chi si prende cura di lui sottoscriveranno il Patto di Cura, un vero e proprio contratto che impegna entrambi nelle reciproche responsabilità implicate nella relazione di cura. La firma del patto di cura e il conseguente avvio della presa in carico potranno essere effettuati nei punti di contatto dell’Asst che sono in via di attivazione sul territorio per facilitare l’accesso a seconda della residenza dei cittadini.

Il nuovo modello di cura dei cronici in questi ultimi mesi è stato oggetto di critiche. L’ultima presa di posizione è dei candidati consiglieri di M5S alle prossime regionali Andrea Fiasconaro, Raffaella Scattolon, Marco Scardovelli e Rosanna Panella: «Una deriva ulteriore della sanità verso il privato, gli unici gestori pubblici sono le Asst. Inoltre c’è confusione di competenze tra medico di base ed eventuale gestore diverso e gli eventuali avanzi di budget non si sa bene a chi andranno, molto probabilmente ai gestori virtuosi innescando un business sui cronici».


 

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