«Siamo la capitale dell’azzardo»: l’opposizione va all’attacco

Interpellanza del gruppo Noi di Borgo Virgilio: «I progetti di contrasto non hanno sortito effetti. Subito le fasce orarie». La media è di 3.430 euro pro capite bruciati al gioco

BORGO VIRGILIO. Progetti di contrasto al gioco d’azzardo che non hanno sortito effetti, con Borgo Virgilio maglia nera in provincia. Il gruppo consiliare Noi di Borgo Virgilio chiede lumi all’amministrazione e presenta un’interpellanza sul tema in vista del prossimo consiglio comunale. Con 3.430 euro all’anno di giocate pro capite, il paese virgiliano occupa il primo posto a livello provinciale e il 67esimo a livello nazionale.

«Sono dati drammatici - commenta il consigliere Damiano Guberti - che fanno del paese una sorta di Las Vegas mantovana inaccettabile, specie dopo che a favore di questa amministrazione sono stati erogati fondi pubblici per finanziare i progetti "A che gioco giochiamo" (contributo regionale di 13.200 euro) e "Scommettiamo? Non giocare con le vite!" (contributo regionale di 15mila euro)».


Le proposte del gruppo d’opposizione sono incentrate sulla valorizzazione dei locali privi di slot machine o che decidono di eliminarle. Richiesta, poi, la regolamentazione, tramite un’apposita ordinanza, degli orari di apertura delle sale da gioco e di utilizzo degli apparecchi. Infine, in un’ottica di Grande Mantova, c’è la richiesta di elaborare provvedimenti in sinergia con i Comuni vicini per uniformare le attività di contrasto al gioco d’azzardo patologico.

All’amministrazione, inoltre, vengono richiesti chiarimenti sui risultati portati dai progetti di contrasto al gioco, sul numero di controlli effettuati e di violazioni accertate dalla polizia locale e sul numero di locali che, anche grazie ai progetti, hanno deciso di eliminare gli apparecchi di gioco d’azzardo.

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