Senzatetto in ospedale: scatta lo sfratto

Un senzatetto dorme sui divanetti dell'hall del Carlo Poma

Soluzione drastica dell’Asst: sgomberata la saletta d’attesa dell’ingresso del blocco D. Tolti poltroncine e divanetti

MANTOVA. L’ospedale le ha provate tutte: ha chiuso le porte automatiche dell’accesso principale nelle ore notturne, ha appeso cartelli dove si ricorda che “per ragioni di sicurezza è vietato soggiornare dalle 22 alle 5, ha bloccato le porte di emergenza tra pronto soccorso e hall con apertura solo tramite badge.

Una serie di provvedimenti, compreso l’aumento dei posti letto al dormitorio pubblico gestito dall’Aspef, per cercare di frenare la presenza di sbandati, emarginati e senzatetto che ormai da troppo tempo hanno eletto l’ingresso del Poma a loro dimora, trasformandolo in un luogo di bivacco e in un dormitorio.


Ma nei giorni scorsi la situazione è precipitata: uno dei 5-6 personaggi, noti da tempo e costantemente invitati a non sostare per lunghe ore su poltroncine e divanetti all’ingresso del padiglione D, aveva una grave infezione ad una gamba, che ha ammorbato per buona parte della giornata l’ingresso e il corridoio del blocco D. Pazienti e visitatori hanno avvisato immediatamente il personale di sorveglianza perché l’odore era diventato insopportabile. A quel punto è stato chiesto l’intervento dei sanitari che hanno prelevato l’uomo, lo hanno portato al pronto soccorso e successivamente ricoverato in reparto.

L'ingresso del blocco D sgomberato da poltroncine e divanetti


Alla fine il Poma ha dovuto adottare una soluzione drastica: togliere tutte le poltroncine e i divanetti nella zona di sosta vicino alla cappella intitolata a Padre Pio. Una soluzione, dicono in ospedale, temporanea, in attesa di dotare l’area di alcune sedute vicino agli ascensori.

L’obiettivo è quello di mantenere un’area dedicata alle attese, ma senza divanetti che in passato sono stati trasformati in veri e propri letti. Nelle ultime settimane sbandati e senzatetto – sempre gli stessi – avevano effettivamente esagerato: la zona di sosta era diventata un vero e proprio bivacco. Dopo il loro passaggio a terra restavano scarti alimentari e bottiglie di vino. Inoltre, negli ultimi mesi le poltroncine aveva subito seri danni, con tagli vistosi all’imbottitura.

Il cartello con il divieto di sosta all'ingresso del Poma nelle ore notturne


Certo tutti si chiedono come sia possibile che questa situazione che si è protratta nel tempo non abbia trovato una soluzione in tempi brevi. Il tema dell’emarginazione non è così semplice. Il servizio di assistenza sociale della Asst è intervenuto più volte cercando di trovare una dimora per queste persone. E in almeno un paio di casi una sistemazione era stata individuata e offerta. Ma a quanto pare non ha avuto il gradimento e i due destinatari del tetto sotto cui dormire hanno preferito tornare in ospedale.

La zona più a rischio e nella quale sono stati tolti divanetti e poltroncine è quella dell’ingresso del blocco D. In passato senzatetto e sbandati erano soliti trascorre giorno e notte nell’ingresso principale. Mesi fa sono stati “sfrattati” grazie alla chiusura notturna della porta automatica e in seguito ai continui inviti ad allontanarsi da parte del personale di vigilanza e degli addetti all’area informazioni. Uno sforzo che però ha spostato l’area bivacco solo di qualche decina di metri. Ora che l’ingresso del blocco D è stato liberato da poltroncine e divanetti si teme il ripiego vicino al pronto soccorso.


 

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