Incidente mortale da Marcegaglia: in sei verso il patteggiamento

Accordo tra difese e pm: per Antonio pena di 13 mesi, all’azienda una sanzione da 80mila euro. Con il presidente anche cinque dipendenti. La famiglia dell’operaio deceduto è già stata risarcita

GAZOLDO DEGLI IPPOLITI. Infortunio mortale alla Marcegaglia: accusa e difesa hanno raggiunto l’accordo per un patteggiamento di tutti e sei gli imputati, finiti a processo per l’omicidio colposo dell’operaio Andrea Ghizzardi di 46 anni. Decesso avvenuto il 22 dicembre 2015. Nel corso dell’udienza di mercoledì mattina le difese hanno presentato le singole richieste al giudice Enzo Rosina che deciderà in merito il 14 marzo prossimo. Per Antonio Marcegaglia, presidente dell’omonimo gruppo industriale e presente in aula, è stato chiesto un anno e un mese di reclusione; un anno e quattro mesi per il direttore di stabilimento Arnaldo Barini, un anno e sei mesi per il delegato alla sicurezza Cristiano Nevi, otto mesi per il capo reparto Sebastiano Guerreschi, cinque mesi per l’operaio Angelo Panzetta. E infine una sanzione di 80mila euro per la società Carbon Steel Marcegaglia che doveva seguire le procedure di sicurezza. A finire nell’inchiesta anche un’altra società del gruppo industriale, la Marfin srl, per la quale i legali hanno chiesto il proscioglimento.



L’accordo tra le parti, che comunque dovrà essere deciso dal giudice, era stato respinto in sede di udienza preliminare dal pubblico ministero Andrea Ranalli, perché le pene proposte erano state troppo basse. Il loro innalzamento ha permesso di raggiungere l’intesa. La famiglia dell’operaio morto è già stata risarcita.

È il 22 dicembre del 2015. Tutto accade pochi minuti dopo le dieci. Ghizzardi, da oltre vent'anni alle dipendenze della Marcegaglia, è un operaio esperto addetto alla spianatura, all'interno del reparto centro servizi. Secondo l’ipotesi fatta dall'azienda, sarebbe nato tutto da una presunta incomprensione tra la vittima e il capomacchina. Quest'ultimo avrebbe caricato un coil, mentre il collega stava eseguendo il settaggio dell'impianto che, entrando in funzione, ha causato la caduta di una paratia. Ghizzardi era proprio lì sotto ed è stato travolto e schiacciato dal peso di diverse tonnellate.

La squadra di sicurezza interna era subito accorsa per cercare di rianimare l'operaio ormai privo di coscienza. Nel giro di tre minuti era arrivata anche un'ambulanza della Croce Verde. Ma ogni sforzo però si era rivelato inutile. Dopo nemmeno quindici minuti il suo cuore aveva cessato di battere. Nello stabilimento di Gazoldo lavoravano anche la sorella della vittima Valeria e il cognato Mauro Rimini, responsabile della manutenzione meccanica che al momento della tragedia si trovava in quel reparto. Le indagini successive avrebbero dimostrato che non era stato un errore umano a causare la tragedia, ma il malfunzionamento di un macchinario.
 

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