In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Molestie sessuali all’estetista: giovane condannato a due anni

Si era fatto aprire la porta con la scusa di prendere un appuntamento per la sorella: una volta dentro le molestie alla ragazza che si difese colpendolo con una gomitata

di Giancarlo Oliani
1 minuto di lettura

ASOLA. Con la scusa di prendere un appuntamento per la sorella aveva convinto l’estetista ad aprire la porta. Ma, una volta dentro, aveva cominciato a palpeggiarla.

La ragazza era riuscita con una gomitata a liberarsene ed era fuggita in strada chiedendo aiuto. Lunedì mattina il giovane protagonista di quell’aggressione è stato condannato a due anni di reclusione, pena sospesa.

Tutto accade il 24 ottobre di tre anni fa. E a raccontarlo ai giudici è proprio la vittima di quella violenza.

«Ero all’interno del centro benessere quando ho sentito suonare il campanello. Il negozio era chiuso, ma ha una porta vetrata e da lì ho guardato fuori chi fosse. Gli ho chiesto cosa volesse e lui m’ha risposto che doveva prendere un appuntamento per la sorella. Così l’ho fatto entrare». Il racconto prosegue: «Una volta dentro mi dice che vuole essere massaggiato. Gli rispondo che non faccio messaggi, che non è la mia mansione. Ma lui insiste e mi allunga cinque euro. E, subito dopo, allunga anche le mani, mi tocca i seni e tenta di baciarmi. Io mi allontano ma lui mi insegue, e afferrandomi alle spalle, mi tocca dappertutto. Con una gomitata me ne libero e scappo in strada. Lui esce qualche minuto dopo, prende la bicicletta e se ne va dicendomi: ci vediamo quando torno dal Marocco».

Promessa mantenuta perché qualche mese dopo, a gennaio dell’anno successivo, la ragazza se lo vede passare davanti al negozio più volte e a quel punto chiama i carabinieri.

Ai militari la giovane descrive, con dovizia di particolari, l’aspetto fisico dell’aggressore. Vengono controllate le telecamere e qualcosa si intravede, ma non è sufficiente.

I carabinieri non si danno per vinti e alla fine mettono insieme alcune fotografie per poi mostrarle alla giovane estetista. La ragazza lo riconosce immediatamente. Così come ha fatto ieri mattina, senza indugio, davanti ai giudici.

Al termine dell’udienza il pubblico ministero Silvia Bertuzzi ha chiesto una condanna a tre anni di reclusione. I giudici, invece, gliene hanno inflitti due, con la sospensione della pena.

Il giovane imputato, Dresa Mohaisin, non era presente in aula e con tutta probabilità non è più neppure in Italia.

All’ora dell’aggressione, benché il negozio si trovasse nella via principale di Asola, in giro non c’era nessuno, il centro era praticamente deserto e la ragazza ha dovuto urlare a squarciagola affinché qualcuno avvertisse subito i carabinieri, poi prontamente intervenuti.
 

I commenti dei lettori