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Veleni nei 5 Stelle per l’aspirante senatrice

La base si esprime alle parlamentarie, ma all’assemblea finale il candidato viene scelto dall’alto

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MANTOVA. Alcuni malumori repressi che covavano nel Movimento 5Stelle sono emersi in occasione della scelta dei rappresentanti alle Politiche del 4 marzo. In sostanza attraverso le Parlamentarie, la base ha votato i propri candidati, pensando di poterli scegliere direttamente e senza intermediazioni. Ma il regolamento sulle candidature della nuova associazione dice che possono essere indicate e scelte persone per chiamata diretta: in pratica la base sceglie, ma la decisione può anche venire dall’alto.

È il caso affrontato venerdì sera nel corso dell’assemblea provinciale che a Mantova, nella sala di via Isabella d’Este, ha discusso delle candidature a Camera e Senato. La riunione, in omaggio alla trasparenza, è stata videoregistrata e comparirà sul sito del movimento. Qualche partecipante ha espresso però dubbi sull’andamento della serata. «Eravamo una cinquantina – dice un iscritto –. Alla fine della serata quando ormai la tensione era calata è arrivato il nome di una persona che non era presente alle parlamentarie e che è stata proposta per voce di Stefano Capaldo come candidata all’Uninominale del Senato. Molti di noi non la conoscevano neanche. È stata una sorpresa».

La candidata, Debora Carra, di Curtatone, spiega: «È vero. Non mi sono candidata. Ma sono attivista da tempo del Movimento, mi conoscono in tanti. Il regolamento consente di fare nomine per chiamata diretta. Come Luigi Paragone, tanto per fare un esempio fra i tanti. Serviva una donna, sono stata proposta e votata all’unanimità dall’assemblea». L’assemblea avrebbe preso atto anche del diniego opposto alla candidata Carla Foletto, che si era spesa pubblicamente a favore del candidato Emiliano (Pd).

Lamentele sono state espresse anche da alcuni candidati, che si sono ritrovati nel “listino”. «Andava precisato meglio il curriculum di ciascuno, prima di prendere una decisione – spiega uno dei candidati –. Così si rischia solo di proporre nomi di amici e di amici degli amici. Una cosa che nel Movimento non doveva accadere.

Sui Social media, però, filtra il malumore perché nessuno, al momento, conosce l’esito delle Parlamentarie né quante preferenze sono andate ad ogni candidato. E proprio sul “metodo” e sui suoi correttivi il gruppo M5S di Curtatone ha elaborato un documento chiedendo ai parlamentari e consigliere regionale uscente un incontro: «Vogliamo discutere apertamente – dice Antonio Costa –. Per evitare che nel Movimento tanti che hanno lavorato seriamente per anni vengano esclusi a favore di chi si presenta solo all’ultimo. Non è questo lo spirito del nostro movimento».

Francesco Romani
 

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