Out due candidati leghisti. Ora il centrodestra trema

Volpi escluso dal collegio di Suzzara: a rischio anche i listini di Baroni e Dara. Battaglia legale a Milano, a breve il verdetto. Azzurri ottimisti, Pd e M5S sperano

MANTOVA. Trema il centrodestra dopo il caos scoppiato a livello regionale attorno alle candidature di coalizione dei leghisti Raffaele Volpi e Silvana Comaroli nei rispettivi collegi uninominali di Suzzara e Cremona, nella circoscrizione Lombardia 4, e di altri colleghi nei quindici di Lombardia 1. E non se la passano meglio le liste del Grande Nord e di Ala, escluse dalla corsa per un seggio in Senato.

Non resta che attendere il ricorso che verrà presentato entro oggi all’ufficio centrale elettorale presso la Cassazione a Roma che, a sua volta, avrà 48 ore di tempo per decidere. Se dovesse essere respinto, solo per stare nel Mantovano, la Lega perderebbe il suo deputato, Volpi appunto, dato per vincente nel collegio e pure Forza Italia sarebbe a rischio: secondo molti, infatti, non avere il candidato uninominale significherebbe non avere sulla lista i simboli delle liste collegate per il proporzionale. Il che vorrebbe dire far saltare l’elezione, quasi sicura, della coordinatrice provinciale Anna Lisa Baroni e dare via libera al duello tra i Cinque Stelle e il Pd sia nell’uninominale di Suzzara che nel proporzionale. È per questo che il segretario regionale dei dem, Alessandro Alfieri, sta monitorando attentamente la situazione nelle due circoscrizioni, «con quella della 4 che mi sembra più lieve rispetto alla 1».



Nel mirino è finita la lista Noi con l’Italia, la quarta gamba del centrodestra. L’altro giorno, il magistrato della Corte d’appello di Milano incaricato di esaminare la documentazione relativa a Lombardia 4, ha contestato le candidature di Volpi e della Comaroli in quanto mancanti del documento di accettazione del collegamento con la lista dei centristi. Lo stesso magistrato ieri ha esaminato anche le liste di Lombardia 1, riscontrando lo stesso vizio nei candidati del centrodestra di tutti i collegi della circoscrizione. Noi con l’Italia ha già presentato ricorso.

«Quello è l’unico presidente in tutt’Italia a cui non va bene come sono state presentate le liste - dice Volpi - Il suo collega che esaminava le liste delle circoscrizioni Lombardia 2 e 3, presentate con lo stesso criterio delle altre due, ha dato il nulla sosta. È questione di interpretazione della legge che più è complicata e più è a libera interpretazione. A me i presentatori hanno detto che anche qui hanno fatto come altrove e che i documenti ci sono. E mi è stato riferito che se saltano i candidati del listino uninominale saltano anche le liste collegate al proporzionale. Se fosse così, salterebbero 40 candidati che potrebbero essere eletti: il che, politicamente, significherebbe falsare le elezioni in Lombardia».

La Baroni è ottimista: «Il problema è assolutamente risolvibile. Mi è stato spiegato che tutto dipende da una diversa interpretazione della norma sui collegamenti. Le accettazioni delle candidature mancano nel fascicolo di Noi con l’Italia che si allea, mentre sono presenti in quello di Forza Italia che ha depositato le candidature nella 4». La Baroni si sofferma sui malumori forzisti per le candidature mancate: «I due consiglieri comunali di Mantova hanno parlato per se stessi. Tantissimi, invece, hanno sottolineato la grande opportunità che abbiamo di esprimere un parlamentare del territorio».
 

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