Via le rotaie da Porta Cerese: prima intesa Comune-Ferrovie

L’annuncio del sindaco: «Rfi disponibile a dismettere la tratta urbana della linea per Monselice». Nel piano da 180 milioni anche l’eliminazione dei passaggi a livello di viale Oslavia e via Taliercio

MANTOVA. Se il progetto diverrà realtà, Mantova potrà finalmente liberarsi di una delle costrizioni che ne condizionano da decenni la viabilità. Il progetto consiste nel togliere di mezzo la linea ferroviaria che da piazza don Leoni si spinge a sud generando i passaggi a livello di viale Oslavia (di fronte al vecchio ingresso dell’ospedale) e soprattutto quello di Porta Cerese, vale a dire una delle principali porte d’ingresso della città. Un’operazione impegnativa. Anche sotto il profilo economico: si stima un costo di circa 180 milioni. Il sindaco Mattia Palazzi, nell’annunciare «novità storiche» per la città, si rende conto che si tratta di un progetto che, dopo i diversi e numerosi tentativi, può suonare utopistico.

«La novità - dice il sindaco - è che con i direttori territoriali della società avremo un incontro qui a Mantova martedì per valutare tempi e costi. Su più interventi, perché con loro abbiamo messo sul tavolo un pacchetto di nodi infrastrutturali che vogliamo risolvere con loro. Ci sarà poi una seconda riunione, sempre in febbraio, dal carattere più operativo. Questa cosa non nasce da un’improvvisazione, ci stiamo lavorando da tempo e finalmente ora arrivano i frutti».


Il sindaco spiega di aver presentato a Rfi, già lo scorso novembre, un dossier «con diversi punti, di diversa natura, tempistica e grado di difficoltà tecnica, nonché di impegno economico finanziario. Rfi ha comunicato la propria disponibilità a valutare la fattibilità tecnica degli interventi, promuovendo quindi un primo incontro con il Comune per condividere il percorso e costituire un tavolo tecnico congiunto. Gli incontri con i vertici della società ferroviaria, devo precisare, sono stati favoriti dall’onorevole Matteo Colaninno».

Nel dossier, via Roma ha inserito, ad esempio, l’ampliamento stradale di porta Cerese «per progettare una seconda corsia da all’altezza dell’attuale passaggio a livello» (per gli altri interventi, vedi articolo a fianco, ndr.).

Se si somma questa opera all’eliminazione della tratta ferroviaria e del relativo passaggio a livello, le conseguenze sulla scorrevolezza del traffico, normalmente caotico e asfissiante come automobilisti e abitanti della zona ben sanno, sarebbero manifestamente positive. «L’obiettivo principale - dice Palazzi - è la dismissione del tratto urbano della linea Mantova-Monselice, per risolvere le criticità dovute all’impatto del traffico ferroviario merci. Questo permetterebbe l'eliminazione della linea di Porta Cerese e conseguentemente del passaggio a livello, nonché a ridosso di palazzo Te , e la soppressione dei passaggi a livello anche di viale Oslavia, e via Taliercio». La proposta di eliminare la cintura ferroviaria a sud si è affacciata nella politica cittadina diverse volte. Fu ad esempio uno dei cavalli di battaglia del movimento dei comitati civici sorti tra la fine degli anni 90 e i primi anni 2000 confluiti nel coordinamento guidato da Marco Simonazzi. Ma la proposte anche l’assessore all’urbanistica della giunta Burchiellaro, Stefano Montanari. Un tentativo venne fatto anche dall’assessore Giampaolo Benedini, giunta Sodano.

«Non abbiamo mai mollato - dice Palazzi - e sono felice di poter annunciare che, dopo decenni di tentativi a vuoto, ora Rfi mi ha comunicato la disponibilità, previa verifica di fattibilità tecnica, a lavorare con noi su tutti i punti del nostro dossier, ivi compreso lo spostamento della linea Mantova-Monselice, che risolverebbe alla radice problemi e disagi storici della nostra città. La disponibilità di Rfi è concreta: martedì i direttori territoriali della società saranno a Mantova per avviare un tavolo tecnico con noi finalizzato a studiare per ogni singolo punto le soluzioni, ivi compresa la soluzione alternativa alla cintura ferroviaria a sud. È una novità straordinaria per la città e sarebbe un successo storico. Da oltre cinquant’anni la città chiede di risolvere questo problema. Seguo personalmente questa partita, con l’assessore Murari e suoi uffici».


 

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