Per la Lagocastello un buco di 21 milioni

L’immobiliare verso il fallimento: a chiederlo il curatore di un’altra impresa del costruttore Muto

MANTOVA. Scivola verso il fallimento la Lagocastello Immobiliare di Antonio Muto, tra le società del costruttore, quella a cui il suo nome e la sua vicenda sono più legati. Società per la quale adesso Muto è agli arresti domiciliari e a processo, imputato di bancarotta fraudolente patrimoniale aggravata e operazioni dolose da falso in bilancio. Secondo l’accusa, l’imprenditore avrebbe sottratto 3,9 milioni dalle casse di un’altra sua società – Le Costruzioni srl, già in pessime acque e poi fallita – per trasferirli alla Lagocastello Immobiliare ed evitarne così il fallimento. A presentare l’istanza è stato il curatore della srl Le Costruzioni, che si è anche costituito parte civile nel processo contro Muto.

L’udienza prefallimentare si è tenuta mercoledì scorso, e la decisione del giudice Andrea Gibelli è attesa nei prossimi giorni, anche se la traiettoria appare segnata: sulla Lagocastello, in liquidazione, grava un passivo di oltre 21 milioni (da bilancio 2016, l’ultimo disponibile). Mentre il valore dei terreni posseduti è precipitato.


A partire dal nome, l’avventura della Lagocastello era legata alla lottizzazione dell’area sulla sponda sinistra del Lago inferiore, dove Muto contava di realizzare 200 villette e un hotel, così secondo il piano approvato dal consiglio comunale nel 2005 e poi cancellato dalla nuova giunta Brioni, che ne fece una sua battaglia con tanto di vincoli ambientali. Così fino alla bocciatura definitiva da parte del Consiglio di Stato, che nel 2012 ha sancito l’inedificabilità assoluta dell’intera area. Lottizzazione al centro di un altro processo a Roma, che vede l’ex sindaco Nicola Sodano imputato di corruzione e corruzione in atti giudiziari per aver partecipato, secondo i magistrati, al disegno con il quale il costruttore Antonio Muto voleva far ripartire il cantiere.

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