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Il museo dei madonnari si svela

museo dei madonnari

Presentato il nuovo allestimento, in centinaia all’inaugurazione

CURTATONE (Grazie). Da pinacoteca rustica a modernissimo tempio dell’arte effimera. Ieri (sabato 10 febbraio), a Grazie, ha aperto i battenti il nuovo museo dei madonnari, allestito da quattro instancabili volontari che in pochi mesi sono riusciti a rinnovare ed ampliare l’edificio in cui i capolavori del gessetto incontrano l’immortalità.

L’inaugurazione è stata seguita da centinaia di persone, che hanno fatto la coda per visitare i nuovi spazi espositivi, guidati per mano dalla storica dell ...

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CURTATONE (Grazie). Da pinacoteca rustica a modernissimo tempio dell’arte effimera. Ieri (sabato 10 febbraio), a Grazie, ha aperto i battenti il nuovo museo dei madonnari, allestito da quattro instancabili volontari che in pochi mesi sono riusciti a rinnovare ed ampliare l’edificio in cui i capolavori del gessetto incontrano l’immortalità.

L’inaugurazione è stata seguita da centinaia di persone, che hanno fatto la coda per visitare i nuovi spazi espositivi, guidati per mano dalla storica dell’arte Paola Artoni. Tra le novità, un totem multimediale, un’ala dedicata ai madonnari della prima generazione ed una nuova sala riservata alle mostre temporanee, in cui ora sono esposti, per la prima volta, i bozzetti originali dei manifesti del concorso ferragostano. Il tutto immerso in un ambiente etereo in cui spiccano i colori dei dipinti.

Il taglio del nastro ha visto protagonisti il sindaco Carlo Bottani, il suo vice Federico Longhi ed il direttore di Palazzo Ducale Peter Assmann. Non potevano mancare i volontari che hanno rinnovato il museo, ossia Enrico Tonelli, Bruno Mariotti, il pittore Fausto Salomoni, che ha curato il nuovo allestimento in collaborazione con la Artoni, e la maestra madonnara Maria Cristina Cottarelli, autrice di un’opera spettacolare, dipinta a gessetto sulla parete centrale.

«Oggi festeggiamo la realizzazione di un sogno», ha commentato Bottani, ringraziando i custodi Raffaella Marastoni e Cesare Spezia, il Cim, la Pro Loco e la Regione, che ha cofinanziato il progetto. «Siamo a metà di strada di un cammino ambizioso – ha aggiunto Longhi –. Dopo aver completato la digitalizzazione del materiale iconografico, da domani cominceremo a catalogare i documenti storici. Vogliamo trasformare questo luogo in un centro di studi sull’arte madonnara ed inserirlo nella rete dei musei accreditati. Come primo passo, avvieremo l’iter per la nomina di un direttore».

Assmann ha messo l’accento sull’unicità del percorso espositivo graziolese: «Questo non è un semplice archivio, ma un ponte proiettato nel futuro. Un museo che alimenta il respiro culturale del territorio». Poi ha annunciato che, per la terza volta consecutiva, presiederà la giuria del concorso dei madonnari. Infine ha svelato d’aver avvicinato agli austriaci all’arte effimera. «Da quest’anno – anticipa - gli artisti del gessetto si esibiranno anche in un villaggio vicino a Vienna».

Rita Lafelli