Salvare la sinagoga: parte il progetto per il suo recupero

L’edificio privato è stato messo in vendita. Per acquisto e restauro necessari circa 900mila euro 

POMPONESCO. Una preziosa testimonianza della storia ebraica di Pomponesco che deve essere recuperata. Il sogno, o meglio il progetto, è quello di riportare agli antichi splendori la sinagoga di via Cantoni. Una sfida affascinante, che si scontra al momento con la ricerca dei fondi necessari per il restauro.

L’edificio è di proprietà di un privato, che ha deciso di metterlo in vendita. La cifra richiesta sfiora i 200mila euro. A questi, in base alle prime stime, ne andrebbero aggiunti altri 700mila per la riqualificazione dello stabile. Per fare il punto sulla situazione, il progetto è stato presentato in un evento pubblica a teatro.


Al centro della serata, la tesi di laurea di Yulie Hisi Panhoca del polo mantovano del Politecnico di Milano. Un lavoro frutto dei rilievi compiuti dai tecnici del Comune di Pomponesco e dalla studentessa, accompagnata dai relatori David Palterer e Andrea Adami.

La sinagoga fu voluta nei primi anni dell’Ottocento dalla piccola comunità ebraica locale. L’edificio di culto venne chiuso nel 1925 e da allora ha subito varie destinazioni d’uso. Alcuni lavori, tra i quali il sollevamento del pavimento, ne hanno snaturato la struttura originale, ma gli interni presentano ancora preziose decorazioni e affreschi. Vi sono scritte in ebraico parzialmente coperte da vernice, che, però, possono essere recuperate. Il tutto, considerando che la sinagoga è sottoposta ai vincoli della Sovrintendenza.

«Speriamo di poterla restaurare - spiega il presidente della comunità ebraica mantovana, Emanuele Colorni - in modo da inserirla in un circuito turistico legato ai luoghi ebraici posti tra mantovano e cremonese. In alcuni punti è malridotta, ma un recupero è possibile».

Ora, è caccia ai fondi. La strada pare essere quella delle associazioni ebraiche, magari anche d’oltreoceano, o di qualche fondazione bancaria. «Come Comune - commenta il sindaco Giuseppe Baruffaldi - abbiamo già fatto i rilievi e saremmo disposti ad occuparci della gestione e della manutenzione. Chiaro, però, che le nostre risorse sono limitate. Nei prossimi giorni incontrerò i proprietari dello stabile per capire le loro intenzioni».
 

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