Fallimento per la Lagocastello. Il buco è di ventuno milioni

È stata depositata ieri la sentenza di fallimento della Lagocastello Immobiliare del costruttore Antonio Muto, l’imprenditore che è agli arresti domiciliari e a processo, imputato di bancarotta fraudolenta patrimoniale aggravata e operazioni dolose da falso in bilancio.

MANTOVA. È stata depositata ieri la sentenza di fallimento della Lagocastello Immobiliare del costruttore Antonio Muto, l’imprenditore che è agli arresti domiciliari e a processo, imputato di bancarotta fraudolenta patrimoniale aggravata e operazioni dolose da falso in bilancio. Secondo l’accusa avrebbe sottratto 3,9 milioni dalle casse di un’altra sua società, Le Costruzioni srl, già in pessime acque e poi fallita, per trasferirli alla Lagocastello Immobiliare ed evitarne così il fallimento.

A presentare l’istanza è stato il curatore della srl Le Costruzioni, che si è anche costituito parte civile nel processo contro Muto. Sulla Lagocastello, in liquidazione, grava un passivo di oltre 21 milioni (da bilancio 2016, l’ultimo disponibile). Mentre il valore dei terreni posseduti è precipitato.

L’avventura della Lagocastello era legata alla lottizzazione dell’area sulla sponda sinistra del Lago inferiore, dove Muto contava di realizzare 200 villette e un hotel, così secondo il piano approvato dal consiglio comunale nel 2005 e poi cancellato dalla nuova giunta Brioni, che ne fece una sua battaglia con tanto di vincoli ambientali. Così fino alla bocciatura definitiva da parte del Consiglio di Stato, che nel 2012 ha sancito l’inedificabilità assoluta dell’intera area
 

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