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«Con noi l’Italia migliore. Cambieremo il paese»

La Carra all’uninominale del Senato per M5S senza passare dalla sfida online: «Sono nata da una famiglia operaia. Per me il lavoro è un valore da difendere»

di Francesco Romani
2 minuti di lettura

MANTOVA. Indicata un po’ a sorpresa dallo staff 5Stelle come candidata all’uninominale del Senato, Debora Carra chiude le polemiche chiedendo il voto sulla persona e le proprie idee. «Nel programma del Movimento mi ci riconosco – dice –. Semplice, di buon senso, con i piedi per terra per dare spazio a chi vuole cambiare in meglio l’Italia». Debora è nata a Mantova nel 1975, dopo i primi anni a Cappelletta di Virgilio si è trasferita a Levata e poi al Boschetto, frazioni di Curtatone. Figlia di operai, ha scelto una via propria «i miei mi volevano ragioniera» frequentando l’Alberghiero a Poggio Rusco e iniziando a lavorare come cameriera e addetta di sala. Da 15 anni è operatore socio sanitario e dal 2004 lavora all’Unità geriatrica riabilitativa (Ugr) dell’Eremo di Curtatone.

Una domanda a bruciapelo. Come è nata la sua candidatura?

«Io non ho partecipato alle Parlamentarie, se è a quello che si riferisce. Sono stata indicata dallo staff elettorale all’assemblea provinciale che esaminava le candidature: mi hanno chiesto la disponibilità, prima di me altre persone avevano rifiutato».

Le polemiche che sono seguite l’hanno stupita?

«Non più di tanto. Tutto è stato fatto seguendo il regolamento».

Perché ha accettato?

«Io sono nata da una famiglia di operai. In casa mia il lavoro e l’impegno sono sempre stati un valore. Lavorando come barista e cameriera non mi sono mai lamentata. Anche se il sabato e la domenica, le feste, l’ultimo dell’anno gli amici si divertivano e io ero impegnata. Per me il lavoro al servizio degli altri viene prima di tante altre cose. Per questo ho accettato».

In famiglia come l’hanno presa?

«Mio figlio Alessandro ha 11 anni, ma è molto maturo. Sa del mio impegno politico. A volte le riunioni le facciamo a casa mia».

Come pensa di convincere gli elettori a votarla?

«Le due coalizioni di centrodestra e centrosinistra presentano entrambe persone paracadutate, non del territorio. Che non conoscono Mantova e i suoi problemi, ma si vogliono solo far eleggere qui».

E lei Mantova la conosce?

«Certo. Vede, basta leggere il nostro programma. Lì ci trova la vera Italia, quella migliore. Le idee delle persone che trovi per strada. La tutela del lavoro, dei diritti dei lavoratori, ad esempio, la diminuzione della burocrazia per le aziende, la voglia di investire nell’agricoltura, nell’ecologia».

Ed è abbastanza per farsi votare?

«Vede, qualche giorno fa sono stata a casa di un amico. Ha trasformato la sua casa in un edificio a consumi energetici zero. Lui non è 5Stelle, ma quando gli ho spiegato che nel nostro programma ci sono le sue idee, ha capito. Perché quel programma non nasce dalle segreterie di partito, ma dal basso, dalle proposte della gente».

Qualche proposta per Mantova ce l’ha?

«Basta calare il nostro programma nazionale in questa realtà. Ad esempio penso al risparmio di costi che potrebbe nascere dalla Grande Mantova, ai gruppi d’acquisto, al valorizzare i negozi e l’artigianato. Noi non ci siamo inventati niente: difendiamo le istituzioni e la Costituzione e quell’Italia che è sempre stata solidale e ridaremo un futuro ai giovani».
 

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