Naturale e di qualità, il vino lombardo si presenta al Vinitaly

Raddoppiati in sette anni i vigneti destinati al biologico. A Mantova coltura organica in 35 ettari, 21 in conversione

MANTOVA. Sostenibilità ambientale e qualità: queste le carte che i vini lombardi si giocheranno alla 52esima edizione di Vinitaly, il Salone internazionale del vino e dei distillati che si terrà a Verona dal 15 al 18 aprile. Lunedì 26 febbraio a Milano la presentazione del padiglione Lombardia, all’interno del quale saranno rappresentati oltre 200 produttori vitivinicoli della regione. Tra i vini protagonisti del salone anche i lambruschi e i vini dei colli mantovani: le cantine stanno perfezionando proprio in questi giorni le richieste d’adesione per il salone, una vetrina importante soprattutto per chi punta a conquistare nuovi mercati.

Tendenza che, nel Mantovano, accomuna molti produttori. «C’è la ricerca di nuovi mercati di sbocco – spiega Luciano Bulgarelli, presidente del Consorzio vini mantovani – ma avere successo su un nuovo mercato non è una cosa immediata, anche perché c’è molta concorrenza e la qualità si sta alzando ovunque. Molti paesi stranieri si stanno evolvendo, i consumatori sono cresciuti e hanno le idee chiare su ciò che vogliono bere. Per questo molte aziende si stanno riposizionando offrendo prodotti nuovi, di nicchia e di alta qualità». Fronte, quest’ultimo, sul quale, almeno per i vini che non necessitano di invecchiamento, i vitivinicoltori saranno avvantaggiati da un’annata molto buona: le scarse piogge e le alte temperature del 2017 si sono tradotte in un’ottima gradazione e in assenza di malattie. Peccato per la gelata che si è abbattuta sui vigneti subito dopo Pasqua, arrivata dopo un periodo di caldo precoce che aveva fatto nascere i primi germogli, poi bruciati dal freddo. «La quantità – prosegue Bulgarelli – ha risentito, in effetti, di una stagione anomala e per alcune zone anche delle grandinate».


Molte le cantine lombarde che sfrutteranno il Vinitaly 2018 per fare conoscere al pubblico e ai buyer le loro linee bio. «Quello lombardo sarà il padiglione del biologico una volta per tutte, visto che fino a ieri eravamo un po’ la Cenerentola – si è espresso l’assessore lombardo all’agricoltura Gianni Fava – il tema della biodiversità è molto sentito, così come quello del territorio. Pur non essendo il primo bacino in termini di produzione il nostro è il territorio più specializzato». Dal 2010 al 2017 il biologico in Lombardia è raddoppiato: se nel 2010 gli ettari destinati a questo tipo di produzione o in conversione erano 908, nel 2017 hanno raggiunto in Lombardia quota 1.751 ettari, con un incremento del 93%. A far la parte del leone, la provincia di Brescia, prima a livello regionale con 522,5 ettari a biologico e 504 ettari in conversione. Seguono la provincia di Pavia, con 259 ettari a bio e 378 in conversione, quella di Mantova (34,5 e 20,8 ettari), quella di Bergamo (7,6 e 10,4 ettari), quella di Sondrio (2 e 8,7 ettari). Chiudono Lecco, con 0,3 ettari a bio e 2,2 ettari in conversione, Milano con 0,6 ettari bio e Varese, con 0,1 ettari a bio. «Quella lombarda – ha aggiunto il presidente Roberto Maroni – è una produzione inferiore in termini di volumi rispetto ad altre regioni, come il Veneto, ma per qualità non siamo secondi a nessuno e il nostro stand al Vinitaly lo dimostra».

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