Mps rassicura i clienti: «Mantova resta al centro»

Il vicedirettore generale Nucci incontra un’ottantina di imprenditori. «La riorganizzazione accorcerà la filiera decisionale. Il 2018 anno di svolta»

MANTOVA. Assicura che la riorganizzazione della banca non penalizzerà Mantova, nonostante il sacrificio dell’area territoriale. E saluta il 2018 come un anno di svolta per Montepaschi, l’anno del ritorno alla normalità e del recupero della fiducia dei clienti. A partire da quelli più robusti, come gli ottanta imprenditori che ieri Antonio Nucci, vicedirettore generale e chief commercial officer di Mps, ha incontrato nell’auditorium di via Luzio. Per spiegare e rassicurare, nel primo appuntamento di un articolato roadshow che si snoderà lungo tutto lo Stivale. Così ha risposto alle domande della Gazzetta.

Nella nuova geografia di Mps, Mantova perderà l’area territoriale: cosa risponde a chi legge nell’operazione una svalutazione del territorio? Perché si è deciso di sacrificare proprio quest’area?


«La riorganizzazione, che rientra nel piano industriale 2017-2021 concordato a luglio con la Commissione europea, metterà i territori al centro della strategia della banca, accrescendo i loro livelli di autonomia e accorciando la filiera decisionale; di fatto si rafforza il presidio del mantovano facendo ricorso ad un modello di servizio maggiormente semplificato. Mantova infatti continuerà ad avere un ruolo importante per Mps alla luce del consolidato rapporto che ci lega a questo territorio. Lo dimostra il fatto che la città avrà due direzioni operative: una direzione territoriale retail - guidata da Tiziano Panisi - e una direzione territoriale corporate - con a capo Desiderio Pinto - dedicata alle imprese».

Oltre a impensierire i dipendenti, la riorganizzazione rischia di disorientare la clientela. Come ha rassicurato i clienti private? E cosa sente di dire ai correntisti più piccoli?

«I colleghi possono stare tranquilli perché continueranno ad operare su questa piazza. Per i clienti non cambia nulla perché continueranno ad interfacciarsi con le stesse persone. Sottolineo che per noi ogni cliente è importante a prescindere dalla dimensione e, infatti, il nuovo modello organizzativo promuove la vicinanza alla clientela con una struttura più snella, veloce e autonoma».

Nel dettaglio, cosa proponete sul fronte private?

«Vogliamo aumentare la sinergia con il mercato corporate e porre al centro l’imprenditore con un servizio più completo, mirato ed efficace. Metteremo a disposizione dei clienti private un sistema di offerta multimanager, sviluppato in esclusiva con la collaborazione di primarie case di investimento, capace di offrire soluzioni flessibili e di assoluta qualità. La nostra offerta, inoltre, può contare sui servizi di Mps Fiduciaria per l’attività di amministrazione ma anche consulenza rispetto ad esigenze aziendali, legali, fiscali e successorie. Possiamo assistere gruppi familiari nella scelta delle migliori soluzioni per la pianificazione del patrimonio familiare e imprenditoriale come il trust, i passaggi generazionali e i mandati fiduciari irrevocabili».

Home e digital banking hanno già rivoluzionato il rapporto tra i clienti e la banca, in prospettiva le filiali sono destinate a comprimersi drasticamente?

«Nonostante lo sviluppo del digitale la filiale è comunque destinata ad avere un ruolo fondamentale all’interno del piano di sviluppo di Mps, perché il rapporto con il cliente è al centro di ogni nostra azione. Strategico sarà il ruolo dei gestori che, grazie alla consulenza, tenderanno sempre di più ad instaurare con la clientela una relazione personalizzata per soddisfare le esigenze più sofisticate e specialistiche. La rete è sempre stata la forza di questa banca e vogliamo ripartire da qui per la nostra crescita e per far crescere allo stesso tempo il territorio».

Perché un risparmiatore dovrebbe scegliere Mps?

«Il 2017 è stato un anno di transizione dedicato ad attività di natura non ordinaria: la ricapitalizzazione precauzionale, la cessione degli Npl (i crediti deteriorati, ndr) e l’ingresso dello Stato. I nostri coefficienti patrimoniali sono in crescita: il Common Equity Tier 1 Ratio a fine 2017 è al 14,8%, rispetto all’8,2% di fine 2016, e il Total Capital Ratio è risultato pari al 15% (10,4% a fine 2016). Il 2018 rappresenta un anno di svolta e di crescita, intesa come ulteriore recupero della fiducia della clientela. Oggi Mps è tornata a operare in un contesto normale e d’ora in poi tutte le nostre energie saranno dedicate allo sviluppo della relazione con i clienti e a dare il nostro contributo alla crescita di questo territorio, sul quale oggi investiamo più di quanto raccogliamo. Siamo pronti a far fronte alle necessità della clientela con tutto il ventaglio di offerta del Gruppo e con la professionalità e la dedizione dei nostri colleghi». (ig.cip)

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