Dodici mesi di violenze, in 69 al Centro Donne

L’identikit delle vittime: giovani, italiane, con figli. E c’è chi arriva da Bolzano. Dall’ascolto alla consulenza legale, ecco come si esce dalla sudditanza affettiva

MANTOVA. Sessantanove donne, moltiplicate per il rispettivo fardello di affanni, dolori e solitudine, che ognuna è infelice a modo suo. Tante sono le donne prese in carico nel 2017 dal Centro antiviolenza della cooperativa sociale Centro Donne Mantova onlus di Cerese, uno dei tre attivi in provincia (insieme a quelli del Cav e di Telefono Rosa).

Mai, come forse in questo caso, i numeri sono troppo freddi per restituire un inferno quotidiano fatto di angherie e sudditanza, plasmato da una manipolazione perversa che rovescia sulle vittime il carico della responsabilità: «È colpa mia». Però i numeri aiutano a misurare la proporzione del fenomeno: 69 donne significa circa sei donne al mese, più di una donna a settimana che è andata a bussare alla porta del Centro antiviolenza, spezzando così il primo anello della lunga catena della dipendenza dai “maltrattanti” come vengono etichettati gli uomini violenti (nella metà dei casi si tratta dei partner).

Cifre alla mano, è possibile tracciare un ritratto di queste 69 donne: il 47,8% di loro ha un’età compresa tra i 28 e i 47 anni e un partner fisso (marito o convivente), l’89,9% è di nazionalità italiana e il 57,8% ha almeno un figlio. Interessante il dato sul lavoro: rispetto al 2016 le donne con una occupazione sono aumentate dal 37,5% (31 donne su 69). E ancora, 1 donna su 5 ha un referto medico che certifica gli abusi subìti e, prima di arrivare al Centro Donne, 1 su 4 si era già rivolta alle forze dell’ordine. Il 60,9% arriva da Mantova e dai Comuni dell’hinterland, il 20,3% risiede nell’Alto Mantovano e un robusto 11,6%, in deciso aumento rispetto al 2016, viene da altre province: Cremona, Verona e Modena, ma anche Milano e Bolzano.

Durante il primo contatto il 27,4% delle donne cerca di esprimere ciò che sta vivendo, manifestando un bisogno implicito di essere ascoltata e creduta. Circa 1 donna su 3 riferisce di aver subito violenza psicologica, e il 28% fisica. Al terzo posto figura la violenza economica, l’angheria del maschio che porta a casa i soldi e alla compagna non passa niente, neppure per le spese quotidiane e domestiche, oppure, se la donna lavora, le sfila lo stipendio negandole il diritto a spendere gli euro guadagnati.

Sessantanove donne sono tante ma – avverte la presidente della cooperativa Centro Donne, Claudia Forini – rappresentano solo la punta dell’iceberg, sono l’indizio di un fenomeno tanto più largo. Fenomeno riconosciuto come tale quando le donne riescono a leggere nelle pieghe minute della propria esistenza i segni della dipendenza e maturano il bisogno di essere accolte. Secondo un percorso che, per legge, prevede sempre una valutazione del rischio che, nel caso, innesca un piano di protezione per le donne in pericolo, ma può anche risolversi in sostegno psicologico o in una consulenza legale.

Ci si può rivolgere al Centro Donne di Cerese, in via Falcone, il lunedì, il mercoledì, il giovedì e il venerdì dalle 15 alle 18, il martedì dalle 10 alle 12.30, oppure su appuntamento telefonando al 389/9151596. È possibile scrivere anche un’email a info@centrodonnemantova.it e consultare la pagina Facebook del Centro.

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