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Elezioni 2018, l'analisi: ora la Bassa non è più rossa

La mappa del voto nel Mantovano

Pd primo in soli otto Comuni. La Lega è la più votata in 46 municipi su 66, anche se in nessuno tocca le vette del passato. Grillini in testa in tutto l’hinterland e a Viadana. Nel giro di un anno sono da eleggere 43 sindaci

MANTOVA. Le urne sconvolgono anche la tradizionale mappa politica e disegnano una Mantova completamente diversa da quella di pochi anni fa. Le tradizionali chiavi di lettura non reggono al potente vento della “Terza repubblica” che ribalta equilibri territoriali consolidati. Se fino a pochi anni fa il bipolarismo assegnava l’area rossa di centro sinistra alla Bassa e quella di centrodestra invece nelle roccheforti dell’Alto Mantovano e nelle piane che guardano verso Cremona, oggi l’irruzione ...

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MANTOVA. Le urne sconvolgono anche la tradizionale mappa politica e disegnano una Mantova completamente diversa da quella di pochi anni fa. Le tradizionali chiavi di lettura non reggono al potente vento della “Terza repubblica” che ribalta equilibri territoriali consolidati. Se fino a pochi anni fa il bipolarismo assegnava l’area rossa di centro sinistra alla Bassa e quella di centrodestra invece nelle roccheforti dell’Alto Mantovano e nelle piane che guardano verso Cremona, oggi l’irruzione del movimento 5 Stelle e la decisa sterzata verso la Lega rovesciano gli schemi.

Sui 66 municipi, solo otto hanno oggi il Pd come primo partito, contro i 30 di cinque anni fa. In dodici Comuni è invece il Movimento 5Stelle che ottiene la palma di leader mentre nel 2013 questo ruolo era tenuto alto solo da Bigarello. Per il resto, ovvero in 46 municipalità sulle 66 che oggi compongono la nostra provincia, è la Lega che risulta in testa alle preferenze dei cittadini.

Partiamo dalla Lega. Fa il pieno nell’Alto Mantovano, come logico che sia, ma la marea montante si allarga, scende in pianura e dilaga sino al Basso Mantovano da un lato e all’Oglio Po dall’altro. In una logica tripolare è ovvio che i pesi politici si equilibrano. Lontane anni luce le percentuali bulgare sopra al 50%. Il Carroccio salviniano deve accontentarsi di superare un terzo dei voti (33,3%) solo il sei Comuni nel collegio di Mantova. Il più leghista è Guidizzolo, seguito da Castel d’Ario, Cavriana, Medole e, a sorpresa Magnacavallo oltre che a Volta. L’elettorato moderato gira in parte le spalle a Forza Italia, che all’interno della coalizione non cresce rispetto a 5 anni lasciando il merito dell’incremento solo a Salvini. Nel collegio suzzarese il record spetta a Piubega (38, 46%) comune più leghista della provincia. Il meno leghista è invece Pegognaga (15,37%).
Alla corsa senza freni dei salviniani fanno da argine due soli partiti, Pd e M5S. Il primo oggi è in difensiva, contratto come primo partito solo in 8 Comuni: il capoluogo (dato politico più significativo), poi il nucleo storico di San Benedetto Po, Pegognaga, Suzzara e Gonzaga, in più Quingentole (Destra Secchia) e a sorpresa San Martino dall’Argine, comune dell’area Oglio Po amministrata da un sindaco leghista più vicino a Fava che a Salvini. Tre soli i municipi con il Pd sopra al 30%: Pegognaga, che con il record di 35,77% vince lo storico duello con Suzzara, seguito da Gonzaga. Perso da tempo il monopolio politico nel Destra Secchia, ora il Pd deve arretrare cedendo lì lo scettro alla Lega.

Infine il Movimento 5 Stelle. Cinque anni fa in 13 Comuni, uno più di oggi, i grillini erano il primo partito. Ma era una situazione a macchia di leopardo. Adesso innanzitutto a Viadana e Pomponesco il M5S fa segnare uno storico sorpasso sulla Lega. E anche qui potrebbe avere giocato a favore la desistenza dei fedelissimi di Fava nei confronti della Lega salviniana. L’altro dato estremamente significativo è che ormai l’hinterland è a trazione grillina. E anche se il record provinciale spetta a Motteggiana (33,2%), è la cintura di Mantova che crea ormai un anello di ferro stringendo d’assedio il capoluogo con Bigarello, San Giorgio, Porto, Borgo Virgilio, Bagnolo e Curtatone dove il Movimento 5Stelle è ormai il primo partito. Un dato da tenere a mente visto che nel giro di un anno vanno al voto due Comuni su tre.