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In vendita la pasta Magna, ma è una tesi di marketing

Giulia Nizzola e i pacchi di Pasta Magna

Può l’abito con cui si veste una merce spingere la gente all’acquisto? Una ragazza s’inventa un prodotto per il Conad di Suzzara. Che va a ruba

MOGLIA-SUZZARA. Un prodotto lo si sceglie con gli occhi? Il bello, la forma pagano più del contenuto? Sono le domande che Giulia Nizzola, 22 anni di Moglia, domiciliata a Suzzara dopo il terremoto, si è posta nella propria tesi di laurea, incentrata su una ricerca sperimentale di neuromarketing e decisioni d’acquisto, per il corso triennale di Grafica all’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia. Per arrivare alle risposte, Giulia ha elaborato un test, che è il titolo della sua tesi, ...

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MOGLIA-SUZZARA. Un prodotto lo si sceglie con gli occhi? Il bello, la forma pagano più del contenuto? Sono le domande che Giulia Nizzola, 22 anni di Moglia, domiciliata a Suzzara dopo il terremoto, si è posta nella propria tesi di laurea, incentrata su una ricerca sperimentale di neuromarketing e decisioni d’acquisto, per il corso triennale di Grafica all’Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia. Per arrivare alle risposte, Giulia ha elaborato un test, che è il titolo della sua tesi, “Packaging: scegliere con gli occhi” e i risultati che ha ottenuto hanno sorpreso anche lei.

Giulia ha inventato un prodotto, una pasta, ha creato un logo, un marchio, una confezione (tutto finto naturalmente), poi con la collaborazione del personale del Conad Superstore di Suzzara, ha esposto il prodotto tra gli scaffali del supermercato. Una pasta gourmet, di quelle che si trovano nei ripiani dedicati ai prodotti artigianali o regionali ricercati; una pasta più costosa delle altre, però, avvolta in un bel sacchetto di carta grezza, come quella del pane, con tanto di logo scritto a mano, il nome dell’azienda (pure quella falsa) che ricorda la nostra terra Magna (è in dialetto), grano aureo prodotto a Mantova. «Volevo concretamente vedere - racconta Giulia - come le persone potessero reagire di fronte a un nuovo prodotto di cui non conoscevano né il brand produttore né la confezione: ho creato quindi un mio packaging. Ho dovuto aggiungere alcuni plus rispetto alle marche competitors perché il mio prodotto potesse farsi vedere ed essere diverso: il sacchetto di carta da pane, la scritta con stampi a mano, ho aggiunto anche un elastico alla confezione, da utilizzare per richiudere il sacchetto una volta aperto. Per poter realizzare il test, però, è stata di fondamentale importanza la disponibilità del direttore del punto vendita Conad Superstore di Suzzara, Roberto Lugli».

Giulia racconta di aver preparato 45 sacchetti di pennette, farfalle, fusilli («ho preso i pacchi da 5 chili del Tosano, e il mio relatore ha stampato i sacchetti nella sua piccola tipografia»); la Conad le ha concesso per una settimana per esporli su tre ripiani dello scaffale della sezione gourmet e le ha permesso anche di restare di fianco agli scaffali per osservare i movimenti dei clienti. «Sabato 10 e domenica 11 febbraio, con la mia supervisione, solo cinque persone hanno guardato il prodotto, nessuna ha deciso di comprarlo; da lunedì 12 a venerdì 16 febbraio i sacchetti sono stati sullo scaffale senza la mia supervisione e 47 persone sono andate in cassa col prodotto. Poi le commesse hanno riferito loro che si trattava di una ricerca e quella pasta non era in vendita. Però siamo rimasti tutti sorpresi di quanto fosse piaciuto, tenendo conto anche del prezzo, 1,49 euro, il doppio delle paste comuni. Un risultato insperato. Quindi sì, ho avuto la risposta formulata nel mio test: la forma paga, l’abito fa davvero il monaco».

La discussione della laurea è andata benissimo. «Eh già, 110 e lode finale che voglio proprio dedicare al direttore del Conad Lugli. Lo ringrazio di cuore per quello che ha fatto». Ora per Giulia cominciano gli stage in aziende e poi chissà, magari arriverà una carriera pubblicitaria.