A Mantova albergatori in preallarme: «Siamo di nuovo a rischio»

Fatturati in crescita del 15% sul 2015 e boom di aperture con Mantova Capitale. L'appello del presidente Bianchi: "Per non tornare indietro bisogna puntare di più sul turismo "

MANTOVA. Fatturati stabili e comunque in crescita rispetto al 2015 e 62 nuove aperture nel giro di dieci anni. Accanto alla falcidia di negozi di vicinato, i dati di Confcommercio sulla demografia di impresa nel centro storico di Mantova fotografano una situazione “in controtendenza” per alberghi, bed and breakfast, ristoranti e bar. Una crescita, favorita dall’effetto Mantova Capitale della cultura, di cui ora gli addetti ai lavori temono però una sorta di effetto boomerang. «Negli ultimi due mesi del 2017 le strutture alberghiere di città hanno registrato un incremento dei fatturati del 15% rispetto a novembre/dicembre 2015 e lo stesso vale per il primo bimestre 2018 confrontato con lo stesso periodo di tre anni fa, va però tenuto conto che il 2015 fu un anno negativo per il settore e che l’onda lunga di Mantova Capitale per noi ha iniziato a esaurirsi dall’ottobre scorso»: a farsi portavoce delle preoccupazioni della categoria è il presidente di Federalberghi Mantova Gianluca Bianchi.

«Il centro storico - spiega - è in forte sofferenza e quanto denunciato dai commercianti lo testimonia, il turismo si è risollevato grazie a Mantova Capitale e veniamo da due anni buoni, ora siamo in una fase ancora discreta ma il rischio di tornare indietro c’è». Insomma il suo è un grido di preallarme: «So che non si vive di solo turismo, ma il turismo è una risorsa importante per il territorio anche perché porta lavoro. Mantova è bella e piace, sta a noi renderla più appetibile». Come? «Al nostro settore - risponde - servono ad esempio più mostre belle e importanti che facciano girare il nome di Mantova, fondamentale il collegamento ferroviario con Verona e con l’aeroporto, una cartellonistica adeguata e perché ad esempio non dislocare un ufficio informazioni a Campo Canoa per indirizzare i turisti in arrivo?».

Proposte che, precisa, tengono conto sia dei cali fisiologici di clienti dovuti a un clima non facile, sia delle nuove tendenze che, causa crisi, vedono i visitatori privilegiare viaggi brevi e magari più frequenti (la permanenza media è di un giorno e mezzo) e puntare su promozioni e last minute. «Insomma l’amministrazione resta sulla strada giusta se punta sul turismo - conclude - e coinvolge tutti gli attori».

Dal canto suo anche il presidente di Fipe (Federazione pubblici esercizi) Mantova, Gianpietro Ferri avverte: «Se tra aperture e chiusure la situazione è stabile, gli studi dicono che su 100 nuovi pubblici esercizi circa il 70% ha vita breve. Mantova capitale ha portato una vitalità importante, ma ora servono eventi duraturi e che si faccia sistema per il benessere di tutto il commercio. Questo significa non lamentarsi, ma lavorare insieme per valorizzare quello che il territorio può offrire». (m.v.)
 

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