I guai di Belfanti, oggi sarà ancora in aula

Questa mattina Pier Vittorio Belfanti torna in aula per cercare di difendersi dall’accusa più pesante

MANTOVA. Associazione a delinquere finalizzata a truffe e reati tributari: dai raggiri sulle auto usate contraffatte, all’intestazione fittizia di una serie di locali del centro di Mantova a prestanome per evadere il fisco.

Questa mattina Pier Vittorio Belfanti torna in aula per cercare di difendersi dall’accusa più pesante. E torna in aula dopo aver subito altre due condanne. La prima riguarda le false generalità fornite ai carabinieri nel corso di un controllo (si sarebbe sostituito al fratello Pierfrancesco). La seconda si riferisce a una falsa firma apposta su un verbale, con la complicità di una coppia di finanzieri. Su questo secondo reato il giudice Chiara Comunale ha emesso nei confronti dell’ex “re dei ristoranti” un verdetto di tre anni e un mese di reclusione. Per quanto riguarda il primo invece (le false generalità fornite ai carabinieri) Piervittorio Belfanti è stato condannato a un anno di reclusione. Al giudice aveva spiegato che i carabinieri, quando l’avevano fermato, non gli avevano chiesto come si chiamasse ma, basandosi sui documenti della targa di prova dell’auto, avrebbero invece chiesto i dati del fratello. E aveva confermato di non avere la patente, che gli era stata ritirata per due multe prese con l’autovelox in Sardegna.


Giancarlo Oliani
 

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