Il don: «È il nostro San Giuseppe. Se l’era preso l’alluvione»

Il parroco di Lentigione riconosce la statua riemersa dal Po: se l'era portata via la piena dell'Enza

MOTTEGGIANA. Il San Giuseppe riemerso dalle acque del Po nei pressi di Motteggiana e recuperato da due allevatori del posto potrebbe presto tornare a casa. A rivendicarne la proprietà è don Evandro Ghirardi, parroco di Lentigione, Comune del Reggiano colpito da un’alluvione nel dicembre scorso. 
 
È proprio quella calamità è all’origine della sparizione della statua. «Non ho nessuna prova certa - dice il sacerdote - ma dalle foto sembra proprio il nostro San Giuseppe. Certo, la coincidenza è molto strana». Tutto è iniziato ai primi dicembre quando la piena dell’Enza ha sommerso il paese. «Avevamo appena fatto il presepe davanti alla chiesa - racconta don Evandro - quando l’acqua ha spazzato via tutto. Siamo riusciti a recuperare Maria, il bue e l’asinello e la capanna completamente distrutta. Fortunatamente, Gesù bambino non lo avevamo ancora messo perché aspettavamo la notte di Natale. Di San Giuseppe, invece, abbiamo perso le tracce».
 
Il "miracolo" si è compiuto. La statua del santo in vetroresina o in plastica alta mezzo metro, cappa marrone sopra la veste violacea e l’immancabile bastone tra le mani, è riapparsa. Ha passato le sue; scaricata con l’acqua dell’alluvione nei canali di scolo, è arrivata sino al Po e poi è stata trasportata dalla corrente fino a Motteggiana dove mani pietose ed emozionate l’hanno recuperata. Quasi un novello Mosè salvato dalle acque. «Non so se è la nostra - ripete don Evandro - ma saprei riconoscerla».
 
L’unico modo per risolvere ogni dubbio è quello di contattare i due agricoltori, Simone Minelli e Angelo Bonini, che hanno già dichiarato di voler donare la statua al vescovo di Mantova Marco Busca in vista dell’ormai prossima ricorrenza del 19 marzo. «Prima di farlo aspettate un attimo» è l’appello del sacerdote, pronto a venire nel Mantovano per identificare il San Giuseppe riemerso. 
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