Una Sovrintendenza ancora da potenziare

Ecco la giovane squadra di Barucca, sintonia con Assmann

MANTOVA. La Sovrintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Mantova, Cremona e Lodi si è presentata oggi, 14 marzo, a Palazzo Ducale, nella nuova sede al quarto piano della Domus Nova in piazza Paccagnini, 310 metri quadrati con vista sul lago, il campanile di Santa Barbara e il Giardino dei Semplici. È l’effetto, ora del tutto operativo, della Riforma Franceschini del 2016, che ha sancito la sovrintendenza unica e per Mantova il distacco da Brescia.

Il sovrintendente Barucca presenta la sua squadra



Il nuovo sovrintendente Gabriele Barucca ha fatto conoscere la sua squadra insieme al direttore del Ducale Peter Assmann e al sindaco Mattia Palazzi, in un clima di caldi ringraziamenti e grande collaborazione. Barucca infatti era arrivato già in luglio, da Ancona, («in una delle poche città italiane che ha mantenuto la sua aura» si è complimentato), ma aveva trovato solo una stanzetta e tre persone, i funzionari amministrativi Maria Luisa Ferrari e Angelo Cannella e l’assistente Francesca Venturini. «Abbiamo comunque svolto le nostre funzioni – ha spiegato Barucca - grazie alla disponibilità di Milano e del sovrintendente di Brescia-Bergamo Giuseppe Stolfi». Ha ringraziato anche Anna Maria Basso Bert, che per molti anni si è occupata di Mantova e ora resterà a Brescia.

Il gruppo dei funzionari con sovrintendente, Assmann e sindaco


È una Sovrintendenza giovanissima, oltre ai tre citati, due addetti all’area archeologica di Palazzo Pignano, vicino a Crema (Agostino Inzoli e Gina Losio) e la restauratrice Chiara Reggiani che si è spostata dal Ducale, ci sono 10 vincitori di concorso sui 28-32 anni. Tre archeologi: Nicoletta Cecchini, Leonardo Lamanna e Simone Sestito; sei architetti: Elisa Appendino, Laura Balboni, Giulia Bressan, Alessandra Chiapparini, Paolo Corradini e Maria Grazia L’Abbate. Infine un solo storico dell’arte: Filippo Piazza.

«Naturalmente ce ne servono altri - ha precisato Barucca -. L’organico previsto è di 58, ma intanto si può lavorare». E se da 3 si è passati a 16, ha ricordato, «devo ringraziare anche il sindaco che mi ha fatto incontrare Franceschini a Mantova per presentare un suo libro». Davanti a un caffè, il sovrintendente gli spiegò la situazione, il ministro non parlò, ma comprese e agì.

Assmann ha parlato di proficua collaborazione con Barucca (anche in vista del 2019 dedicato a Giulio Romano), non nascondendo come fosse «impossibile con il precedente sovrintendente, a causa del quale, forse, io straniero dovrò andarmene». Il riferimento, chiarissimo, era a Giovanna Paolozzi Strozzi, autrice del ricorso contro la nomina di Assmann, costretto a lasciare nel giugno scorso su ordine del Tar, salvo tornare poco dopo grazie al Consiglio di Stato che sospese l’ordinanza del Tar. Fra un mese, il 17 aprile si riunirà l’assemblea plenaria del Consiglio di Stato per dare la sentenza definitiva.

Se Assmann non gradì il ritorno a Mantova di Paolozzi Strozzi (come sovrintendente della riforma, poi modificata nell’assetto attuale), con Barucca il direttore austriaco si è sciolto e gli ha concesso locali bellissimi, un piano sopra i suoi uffici. Mattia Palazzi ha ricordato il ruolo della Sovrintendenza per la tutela delle bellezze dei nostri territori, «perciò insisteremo ancora con il ministero», ma «bisogna superare l’immagine di "ente dei no" che tanti cittadini si sono fatti di fronte ad attese lunghissime per una autorizzazione». Il Comune di Mantova, però, ha aggiunto, «è grato per la collaborazione avuta, tanto che non si è perso un solo euro dei fondi ottenuti che vengono tolti se non si rispettano i tempi».

Il sindaco ha ricordato che nei suoi 3 anni i lavori pubblici (soprattutto su beni storici, come Torre della Gabbia, Palazzo del Podestà) sono passati da 3,2 milioni l’anno a 75 milioni in due anni. Con un grande impegno anche della Sovrintendenza per controllare progetti e cantieri. Barucca ha poi annunciato un clima nuovo anche nei rapporti con Comuni, curie, fondazioni.

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