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Annunci vocali a singhiozzo, l'azienda: «Risolveremo»

Voce fuori sincrono rispetto alle fermate effettive e disconnessioni: Apam studia l'aggiornamento del sistema

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MANTOVA. «Prossima fermata»: da quattro anni l’annuncio scandisce il tragitto degli autobus Apam che coprono il servizio urbano. Con voce più o meno incerta, a volte fuori sincrono rispetto alla fermata effettiva (troppo tardi), altre (poche) sconsolatamente muto. Un servizio prezioso per tutti, questo della sintesi vocale, compresi i turisti e i passeggeri inesperti del tragitto, fondamentale per le persone cieche e ipovedenti. Che, altrimenti, dovrebbero alzarsi e chiedere al conducente, col rischio che una frenata bruschi li proietti a terra.

A segnalare ad Apam i guasti del servizio, in un clima di confronto schietto e prezioso, è stata l’Unione italiana ciechi e ipovedenti (Uici) di Mantova, che con l’azienda dialoga da un po’ di anni. L’ultimo incontro, con il presidente di Apam Daniele Trevenzoli, risale a martedì. Tra le questione sollevate, proprio questa degli annunci non sempre efficaci. «Attualmente la sintesi vocale “viaggia” sul sistema BusTv, gli schermi installati a bordo quattro anni fa grazie a un progetto cofinanziato dal ministero dell’Ambiente – ricostruisce Apam – e quattro anni sono tanti per la tecnologia, che corre velocissima. Così si sta valutando un upgrade, un aggiornamento che consentirebbe di gestire in modo più efficace la sintesi vocale, integrandola a livello di sistema. Intanto continuiamo a sollecitare e raccogliere le segnalazioni dell’Unione ciechi».

Altro problema, rispetto a cui Apam può poco, se non invitare gli autisti a prestare un supplemento di attenzione, è quello delle auto in sosta nello spazio di fermata degli autobus. Problema vero per ciechi e ipovedenti, che non potendo sporgersi per segnalare la propria presenza all’autista, restano spesso a piedi. Costretti ad attendere la corsa successiva o a chiamare un taxi. Un segno d’inciviltà, una pessima abitudine aggravata dalla leggerezza con la quale viene replicata ogni giorno. «L’invito è a un maggior rispetto a beneficio di tutti – scandisce la presidente dell’Uici, Mirella Gavioli – chi si ferma con l’auto nello spazio degli autobus dovrebbe pensare a come la sua comodità si traduca in pericolo per gli altri». Stesso discorso per chi lascia le bici sui marciapiedi.

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