Belleli: gli operai fermano per due ore la produzione

Il sindacalista: "Hanno aderito quasi tutti a parte i dieci nuovi assunti che sono stati intimiditi dall’azienda. Il risultato della nostra azione è che la produzione si è fermata"

MANTOVA. «Lo sciopero è andato molto bene, segno che alla Belleli certe pratiche intimidatorie non passano». Il segretario della Fiom, Mauro Mantovanelli, traccia il bilancio della prima di una serie di iniziative che i lavoratori intraprenderanno nei prossimi giorni per protestare contro quella che viene definita come una strategia anti-sindacale della società.

Ieri erano in programma due ore di sciopero, proclamate da Fiom, Fim e Uilm in seguito ad un’assemblea dei lavoratori: «Hanno aderito quasi tutti - prosegue Mantovanelli - a parte i dieci nuovi assunti che sono stati intimiditi dall’azienda. Il risultato della nostra azione è che la produzione si è fermata. Avevamo paura che qualche operaio fosse spaventato, ma non è stato così. Detto questo, Tosto sa benissimo che siamo disponibili a sederci intorno ad un tavolo anche domani, ma se l’azienda non si mette in testa che deve convocare il sindacato per discutere un eventuale cambio contrattuale, allora dobbiamo proseguire con la nostra lotta. Sabato (domani, per chi legge, ndr) ci sarà il blocco degli straordinari, e per la prossima settimana valuteremo il da farsi».


Un’ipotesi è quella di rivolgersi al prefetto perché si faccia carico di una mediazione: «Con il prefetto Carla Cincarilli ci eravamo incontrati, e lei aveva chiesto apertamente alla società di rispettare le normali relazioni sindacali. Questa proprietà, invece, punta ad una politica di distruzione».

Il segretario della Fiom spiega che il clima in Belleli non è difficile soltanto per gli operai: «Nessuno, fra i dirigenti, comprende le ragioni per cui Tosto continua con la sua politica di scavalcare il sindacato. È chiaro che non lo diranno mai apertamente, ma è così. E tutto questo non va a vantaggio della produzione. (e.c.)


 

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