In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Il meteo preoccupa: a rischio pesche e alberi da frutto

Nuovo calo delle temperature, in pericolo 1.900 ettari: «I fiori sono appena sbocciati, se il gelo li brucia è finita»

Sabrina Pinardi
2 minuti di lettura

MANTOVA. Temperature in calo e possibili gelate notturne nelle campagne. Il meteo, per i prossimi giorni, non promette nulla di buono. E se il maltempo delle scorse settimane, con le abbondanti precipitazioni, ha causato soprattutto ritardi nelle semine di mais, barbabietola da zucchero e melone, le temperature sotto lo zero previste per le prossime nottate mettono a serio rischio la produzione degli alberi da frutto, che in provincia di Mantova si estendono su circa 1.900 ettari (dati Confagricoltura Mantova).

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Coltivazioni ko per il maltempo di fine inverno, meloni solo a fine giugno]]

I timori maggiori riguardano soprattutto le pesche che, in alcuni casi, hanno già gli alberi in fiore. «Il freddo in questo periodo, dopo le temperature gradevoli della scorsa settimana – spiega Cesare Fila, imprenditore di Quistello e presidente della sezione provinciale ortofrutticola di Confagricoltura Mantova – può causare danni pesanti perché l’attività vegetativa della pianta è cominciata e il freddo arriva proprio nel momento in cui si stanno schiudendo le gemme. Ogni varietà, poi, è un caso a sé. Temiamo problemi per le pesche, le nettarine e le albicocche, soprattutto nelle varietà precoci».

Nel Mantovano le pesche vengono coltivate su una superficie di oltre 250 ettari, dato che fa della provincia il territorio leader in Lombardia nella produzione del frutto, insieme a Pavia (90 ettari) e Brescia (76 ettari). Impossibile stimare le perdite. «Non faccio previsioni – prosegue Fila – anche perché dipenderà molto dalle temperature. Fa meno male una nevicata di una gelata e cielo sereno. Il gelo appassisce i fiori appena sbocciati, li brucia. Poi la pianta si riprende, ma la produzione è comunque compromessa».

Diversa la situazione per le piante di mele e pere. In questo caso, il maltempo sta causando un rallentamento dei lavori di campagna: «Avevamo in programma i primi interventi fitosanitari dopo la potatura, ma ci siamo dovuti fermare a causa del vento e delle basse temperature. Speriamo che non succeda come lo scorso anno, quando la brinata di fine aprile causò una forte perdita di prodotto».

Il maltempo, però, non ha portato soltanto conseguenze negative. «L’acqua era attesa da tutti come manna dal cielo. Le precipitazioni erano assolutamente necessarie – spiega l’ufficio tecnico di Confagricoltura Mantova – serviva infatti per colmare il gap idrico che ci stavamo trascinando ancora dal 2017, annata segnata da una terribile siccità. I cereali autunno-vernini stanno beneficiando delle piogge, sono stati seminati e in campo necessitano di acqua. Ottime prospettive anche per i prati e l’erba medica».

L’associazione invita comunque, alla cautela: «Il dato che arriva dal lago di Garda, arrivato a 85 centimetri sullo zero idrometrico contro i 78 di una settimana fa, è ancora al di sotto delle medie del periodo di dieci-quindici centimetri. Nel 2016, anno considerato normale dal punto di vista delle piogge, il livello a fine marzo era di novantasei centimetri».
 

I commenti dei lettori