Lettera recapitata dopo sei mesi a Castel d'Ario

Bollettino inviato da Verona a settembre arriva in paese a marzo

CASTEL D’ARIO. La distanza che separa Verona da Castel d’Ario, passando per Mantova, è di circa 60 chilometri. Ebbene, una lettera imbucata nella città scaligera il 25 settembre 2017 alle ore 16 è stata recapitata in paese, ad un pensionato, il mattino di mercoledì 21 marzo 2018.

Il destinatario attendeva un bollettino postale per pagare la rata in scadenza dell’assicurazione della casa: «Nella busta c’era appunto il bollettino postale già compilato con la data di scadenza della rata: 5 ottobre 2017» racconta il pensionato. «Ovviamente, non avendo ricevuto il pagamento della rata, l'assicurazione mi ha contattato ed io ho provveduto al pagamento, in ritardo, compilando un bollettino in bianco. E tutto questo per colpa delle Poste che mi hanno recapitato in ritardo, si fa per dire, la lettera».


Mentre parla gira e rigira tra le mani una lettera aperta distribuita in questi giorni da Poste Italiane ai potenziali clienti avvisandoli che è in atto un nuovo sistema di recapito della posta a giorni alterni. «Quando ho letto l'avviso – osserva – mi sono chiesto: a giorni alterni o a mesi alterni? Anzi, nel mio caso potrei dire a semestri alterni, visto che la lettera che ho ricevuto, per arrivare a Castel d’Ario da Verona, ha impiegato quasi sei mesi».

Infatti la busta imbucata nella città scaligera per giungere nel paese di Nuvolari ha dovuto, per motivi logistici delle Poste, transitare da Mantova per cui la distanza percorsa è di circa 60 chilometri. Visto il tempo impiegato, 177 giorni, la missiva ha percorso ben 339 metri al giorno, pari a circa 10 chilometri al mese. Anche a piedi il recapito sarebbe stato molto più celere. Purtroppo le Poste, negli ultimi anni, hanno progressivamente marginalizzato il loro servizio universale trasformando gli uffici postali in tanti mini-market dove puoi trovare francobolli ma anche libri, elettrodomestici, carte telefoniche, Bot, Cct.

Per giunta, da diversi anni le lettere non sono più timbrate in partenza, se non per annullare il francobollo (quando si usa), ma nemmeno in arrivo sul retro da parte dell'ufficio postale che provvede al recapito. Per cui il destinatario non potrà mai provare il giorno effettivo della consegna, se si escludono le raccomandate. Al nostro malcapitato pensionato, come per moltissimi altri cittadini che ancora usano il sevizio postale, non resta che rassegnarsi a tempi di recapito simili a quando il servizio era svolto con diligenze postali e postiglioni. (l.f.)

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