E' morta la dottoressa Chiaudani, fu tra i fondatori della Cardiochirurgia del Poma

Una sala operatoria (foto d'archivio)

L'anestesista è spirata all'hospice di Villa Carpaneda nella notte tra sabato e domenica. Nel 1985 partecipò al secondo trapianto di cuore in Italia. Il ricordo del cardiochirurgo Vinicio Fiorani, oggi primario a Reggio Emilia

MANTOVA. Lutto nel mondo della sanità mantovana. Nella notte tra sabato e domenica all'hospice di Villa Carpaneda è spirata a la dottoressa Gabriella Chiaudani, anestesista-rianimatore che 18 anni fa contribuì a fondare la Cardiochirurgia del Carlo Poma. Aveva 70 anni.

Undici anni a fianco dell'ex primario Mario Zogno, che la volle a Mantova nel gennaio del 2000, convincendola ad intraprendere l'avventura delle alte specialità mantovane. A quell'epoca la dottoressa era in forza al Policlinico San Matteo di Pavia. Gabriella Chiaudani è inoltre famosa per aver partecipato nel novembre del 1985 al secondo trapianto di cuore in assoluto avvenuto in Italia (il primo solo pochi giorni prima). Il medico, che viveva a Mantova, era ricoverata a Villa Carpaneda da circa un mese.

Tre anni fa era stata operata, ma la malattia è tornata e non le ha dato scampo. Per anni è stata la responsabile della rianimazione cardiochirurgica del Carlo Poma. Nel 2011 lascia l'ospedale di Mantova e va in pensione, ma continua a collaborare con gli ospedali di Suzzara e Brescia, fino al 2017, e infine all'hospice di Villa Carpaneda dove sabato notte si è spenta. Originaria di Volpedo, in provincia di Alessandria, la dottoressa Chiaudani si forma all'università di Pavia e per circa 20 anni lavora a stretto fianco con il professor Mario Viganò, uno dei cardiochirurghi italiani più famosi di sempre.

Ecco il ricordo del cardiochirurgo Vinicio Fiorani, tra i fondatori della Cardiochirurgia del Poma e dallo scorso novembre primario al Salus Hospital di Reggio Emilia. «La sua professionalità, i suoi insegnamenti, esperienza, generosità, devozione totale al lavoro e il suo grande spirito di sacrificio, per il bene dei nostri pazienti, è stato fondamentale per la nascita, lo sviluppo e l'affermazione a Mantova della Cardiochirurgia. Senza la Chiaudani non avremmo avuto gli stessi risultati. Era un medico fantastico, ideale per ogni paziente, pignola e testarda, infaticabile al letto del paziente e allo stesso tempo con grande umanità. Negli anni passati in Cardiochirurgia a Mantova ha curato e assistito oltre cinquemila mantovani. Quando noi chirurghi, stanchi da una nottata di lavoro in sala operatoria, consegnavamo il paziente nelle sue mani, in terapia intensiva, eravamo tranquilli, sapevamo che avrebbe sempre dato il 100% per il buon risultato del nostro lavoro d'équipe, che alla fine era sempre e solo la buona salute di pazienti. Un aneddoto che può spiegare come era: una notte io e il dottor Pederzolli la chiamammo per un emergenza in ospedale chiedendole di arrivare il più presto possibile. Arrivò trafelata nel giro di pochi minuti, intervenimmo d'urgenza, lavorando tutta la notte e salvammo la vita a paziente. Arrivati in terapia intensiva la era contenta perché tutto era andato bene e il paziente era in buone condizioni. Solo il giorno dopo ci raccontò che, arrivando di volata in ospedale, al passaggio a livello davanti all'ingresso del vecchio ospedale, passando sulle rotaie aveva rotto la coppa dell'olio della sua auto con un danno di diverse migliaia di euro. Ma la cosa non l'aveva né preoccupata né dispiaciuta e nemmeno fatta arrabbiare, era semplicemente contenta perché avevamo comunque salvato la vita al paziente. Anzi quando ce lo raccontò fu la prima a ridere di quanto le era accaduto fuori dall'ospedale. Se ne va non solo un medico eccezionale ma anche una persona fantastica, generosa e sempre disponibile con tutti, sia pazienti che colleghi».

I funerali si svolgeranno martedì 27 marzo alle 15 nella chiesa parrocchiale di Volpedo, suo paese d'origine.

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