Il Centro anziani di Castel d'Ario compie 30 anni

Un gruppo di volontari con uno dei nuovi mezzi dell'associazione

Fino a 1.100 persone nell'associazione nel periodo d'oro. Nel 2017 19mila ore di servizio prestate in più comuni

CASTEL D'ARIO. “Giovedì s’inaugura a Castel d’Ario il Centro ricreativo - culturale per anziani. Nel corso della cerimonia sarà suggellato il gemellaggio con un’analoga istituzione bolognese (di S. Giovanni in Persiceto, ndr). Dopo il pranzo si svolgerà una festa danzate nella sede di via Boldrini”. È uno stralcio dell’articolo apparso sulla Gazzetta di Mantova il 24 maggio 1988 che annunciava appunto l’apertura (il 26 maggio di trent’anni fa) di un Centro per anziani, una novità assoluta per la comunità casteldariese. Quest’anno, quindi, ricorre il 30esimo anniversario della sua fondazione.

“Grazie all’interessamento dell’assessore ai servizi sociali Luciano Costantini, del sindaco Renzo Falsiroli e dell’obiettore di coscienza Marco Canossa” puntualizzava l'articolista. All’inizio il Centro contava 200 iscritti che nel corso degli anni successivi sono andati via via aumentando tanto da arrivare ad oltre 1.100 ponendo l’associazione casteldariese, per diversi anni, al primo posto nella provincia per numero di soci. Il bilancio operativo dello scorso anno rileva che gli iscritti sono scesi a 829 ma ci sono ancora ben 70 volontari attivi che hanno svolto 19.000 ore di servizio. I tre automezzi del Centro hanno percorso 73mila chilometri impiegando 32 volontari.

«Purtroppo il numero degli iscritti sta diminuendo ma solo per motivi anagrafici e non c’è ricambio generazionale come avveniva negli anni scorsi» osserva Luciano Ghiotti, prendente del Centro sociale casteldariese (la nuova denominazione assunta nel 1991). Nella primavera del 1990 il Centro si trasferì nell’attuale sede in piazza Garibaldi. Il fabbricato che lo ospita è di proprietà della Società operaia di mutuo soccorso (ora Società di mutuo soccorso) che sottoscrisse una convenzione con il Comune di Castel d'Ario con la quale quest’ultimo si impegnava ad ampliare e ristrutturare l’immobile a fronte di un affitto simbolico per 25 anni. Nel 2017 è aumentato il numero dei servizi svolti per il trasporto protetto e conseguentemente anche il numero dei chilometri percorsi dagli automezzi del Centro. «Sono stati attivati nuovi servizi come l’organizzazione di serate a teatro e le cure termali – osserva il presidente Ghiotti – Il servizio di trasporto per anziani e ragazzi disabili al C.s.e. La Quercia di Roverbella e Fior di loto di Formigosa viene svolto in base ad una convezione stipulata dal Centro con i Comuni di Castel d’Ario, Villimpenta e Roncoferraro che ci riconoscono un rimborso chilometrico per l’utilizzo dei nostri automezzi».

Molteplici sono le attività svolte dai volontari. Dalla gestione del bar-sede ai trasporti convenzionati con il Comune a quelli non convenzionati come i trasporti alle cure termali, servizi di pubblica utilità convenzionati sempre con il Comune di Castel d’Ario come il pre-scuola e sorveglianza all’ingresso alle elementari, l’assistenza sugli scuolabus per la materna, corsi di attività ginniche per la terza età, soggiorni climatici estivi al mare e gite turistiche e culturali. Si organizza ogni anno anche la festa dell’anziano in collaborazione con l’amministrazione comunale e le altre associazioni locali, corsi di lettura, commedie dialettali, concerti, tombole e Università popolare. Il Centro mette inoltre a disposizione dei propri associati un servizio di prestito di materiale ortopedico come letti, materassi antidecubito, stampelle, girelli, carrozzine.

«Tutto questo è possibile, - osserva il presidente Ghiotti - grazie ad una grande squadra di volontari che con generosità ed altruismo offrono il loro tempro libero per svolgere tutte le attività elencate senza ricevere alcuna remunerazione. In questi ultimi anni sono aumentate le richieste di servizi tanto da trovarci spesso in difficoltà per soddisfarle tutte. Rivolgo quindi un appello - conclude Ghiotti – a tutti coloro che ne hanno la possibilità di dedicare al Centro sociale qualche ora per poter continuare a garantire le nostre attività e non essere costretti a negare un aiuto a chi ne ha bisogno». Lino Fontana

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