Mantova fuori dal governo della Regione guidata da Fontana

La leghista Cappellari esclusa dalla giunta, ma il segretario del Carroccio Carra è ottimista: "Potremmo avere altri incarichi"

MANTOVA. Nella nuova giunta regionale del governatore Attilio Fontana non vi sarà alcun assessore mantovano. Né della Lega e nemmeno degli altri alleati del centrodestra. Le speranze del territorio erano rimaste appese alla leghista Alessandra Cappellari dopo che si era infranta, in settimana, la candidatura di Carlo Maccari (FdI). Sono svanite del tutto ieri pomeriggio lunedì 26 marzo dopo la telefonata del segretario provinciale Antonio Carra con quello della Lega Lombarda Grimoldi, seguita al faccia a faccia tra i due avvenuto in mattinata a Milano.

Per la prima volta dal 2010 la provincia virgiliana resta a secco. Forse si era abituata troppo bene e l’assenza di un proprio rappresentante nell’esecutivo, a fronte della continuità del governo di centrodestra, è destinata a far rumore. Se non altro perché Cna, Confartigianato, Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Confindustria, Api , Confcommercio, Confesercenti e Confai avevano scritto a Fontana per perorare un posto mantovano in giunta. Nel 2010, governatore Formigoni, nell’esecutivo sedeva Maccari con le deleghe alla semplificazione e alla digitalizzazione; nel 2013, con Maroni, i posti furono due: Gianni Fava (Lega) all’agricoltura per tutto il mandato e Paola Bulbarelli (Forza Italia) alla casa sino a fine 2014.

In un comunicato diffuso in serata il segretario Carra attutisce il risultato negativo nelle prime righe affermando che è «molto difficile ottenere spazi in giunta regionale per la Lega mantovana»; salvo poi ammettere a voce che «se c’era una speranza di avere un assessore mantovano leghista, questa è stata sacrificata per scelta tecnica e probabilmente politica: c’erano troppi territori da accontentare». Poi, nel prosieguo del comunicato Carra specifica che «Grimoldi mi ha riferito che la Lega mantovana sarà coinvolta a 360 gradi per seguire tutte le partite che interessano il nostro territorio, con particolare riferimento all’agricoltura e alla ricostruzione post-terremoto».

Qualche spiraglio potrebbe aprirsi dopo Pasqua, quando Fontana procederà alla distribuzione degli altri incarichi: «C’è da giocare tutta la partita dei sottosegretari, delle commissioni e dei collaboratori degli assessori - sottolinea Carra - Spero che la Cappellari possa entrare nello staff del nuovo assessore all’agricoltura. E se fosse destinata ad un altro incarico, magari alle attività produttive, come collaboratore all’agricoltura è pronto Carminati». E la Cappellari? «Mi spiace per il territorio se resterà senza assessore - dice dopo aver partecipato alla prima riunione del gruppo leghista in Regione, presente il leader Salvini - ma sono convinta che la Lega avrà modo di fare bene e da collante tra i vari assessorati per le necessità mantovane. Io sono felicissima di essere in consiglio: la nostra squadra è buona, animata da tanto entusiasmo e volontà di fare».

La composizione della futura giunta sarà comunicata da Fontana oggi martedì 27 marzo (o domani mercoeldì 28 marzo), giorno dell’inizio ufficiale del suo mandato dopo la proclamazione di ieri da parte della Corte d’appello: per le 11 è fissata la cerimonia del passaggio di consegne con Maroni. Ora Fontana ha 10 giorni di tempo per presentare la sua giunta e altri 15 per illustrare squadra e programma al consiglio che si riunirà dopo Pasqua (il 10 aprile?).

L’accordo politico prevede 16 assessori (7 alla Lega, 5 a Forza Italia, più la presidenza del consiglio ad Alessandro Fermi, 2 a FdI, uno alla lista Fontana e uno a Noi con l’Italia) e 4 sottosegretari. Indiscrezioni parlano di Stefano Bolognini (Lega) al welfare, Giulio Gallera (Forza Italia) alla sanità, Riccardo De Corato (FdI) alla sicurezza), Stefano Bruno Galli (Lega) all’autonomia, Raffaele Cattaneo (Nci) alla mobilità, Davide Caparini (Lega) al bilancio. Top secret il nome del titolare dell’agricoltura che interessa Mantova, mentre si vocifera dell’istituzione di un assessorato al cibo, con materie da scindere dall’agricoltura, affidato al leghista Rolfi.
 

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