Sparò all’occhio del cliente, nei guai barista aggredito

L’imputato al giudice: "Volevo soltanto spaventarlo per bloccarlo". L’arma è una pistola ad aria compressa. L’accusa è di lesioni aggravate 

BOZZOLO. Completamente ubriaco si è abbandonato ai suoi bisogni impellenti a pochissima distanza dal bar. Il gestore lo ha rimproverato e questo ha fatto scattare la molla della violenza. L’ubriaco ha afferrato tavoli e sedie, lanciandole contro il barista. Spintonandolo e aggredendolo.

Inutilmente gli amici hanno cercato di trattenerlo. Anzi, a un certo punto si sono eclissati.


Il gestore del locale è rimasto solo ad affrontare l’incontrollabile cliente che continuava a dare calci alle vetrate. Temendo il peggio, il barista ha rispolverato una pistola ad aria compressa, del tutto simile ad una vera. L’ha puntata verso l’uomo che continuava a minacciare.

«Volevo solo spaventarlo - ha raccontato ieri mattina alla giudice Chiara Comunale - ma poi ha tentato di aggredirmi. E ho premuto il grilletto. Pensavo di colpirlo alle gambe e in vece il pallino gli è entrato in un occhio».

L’episodio è avvenuto nell’aprile di quattro anni fa al bar Odeon di Bozzolo. Il titolare del locale, Wu Jie, di origine cinese ma da molti anni i Italia, deve rispondere di lesioni aggravate.

«Non volevo colpirlo agli occhi ma quel colpo è partito all’improvviso ed io ero molto spaventato», racconta il barista che è stato anche spintonato e preso a sberle.

L’aggressione era avvenuta poco dopo la mezzanotte, di fronte a numerosi clienti, ma nessuno era intervenuto. Sul posto erano invece arrivati i carabinieri della compagnia di Viadana.

Alla prossima udienza saranno sentiti altri testimoni ed è probabile che possa essere emessa anche la sentenza.

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