Le pere di qualità tengono, su il fatturato delle aziende

La coop Corma di San Giovanni Dosso: nuovi produttori pronti a venire con noi. Prezzi in ribasso per le varietà Kaiser e Abate: c’è stata sovrapproduzione

MANTOVA. Prezzi in ribasso per le Abate e le Kaiser, quotazioni soddisfacenti per le altre varietà. Bilancio in linea con quello dello scorso anno per le pere Igp della cooperativa Corma di San Giovanni del Dosso, che in questo periodo tira le prime somme sulla commercializzazione del prodotto, fase che per alcune varietà non è ancora conclusa.

«È un’annata con prezzi discreti per alcune varietà come la Santa Maria e la William bianca e buoni per altre come la Decana del Comizio - spiega il direttore Gabriele Marchini -, mentre per altre i prezzi sono in ribasso rispetto all’anno scorso». A soffrire di più è l’Abate, che rappresenta quasi la metà della produzione (40%) della Corma, penalizzata a causa di giacenze elevate sul mercato che faticano a essere smaltite. Problemi sui prezzi, per un eccesso di produzione, anche per le Kaiser. La Corma, nata nel 1963, è l’unica cooperativa rimasta nel Mantovano a produrre pere dopo la fusione con la Sicopom di Quistello.

In Lombardia, le pere mantovane sono leader di mercato e se la vedono, come concorrenza, con le vicine di casa dell’Emilia Romagna. Le 129 aziende associate, mantovane ma anche modenesi e ferraresi, conferiscono alla cooperativa 110 mila quintali di pere, per un volume d’affari complessivo di circa 7 milioni euro, destinato ad aumentare: «Siamo in crescita - prosegue Marchini - perché nuovi produttori hanno chiesto di entrare».

Una parte di questo volume d’affari, pari a circa il 20%, dipende dai mercati esteri. La frutta mantovana ha estimatori in molti Paesi europei, in Canada, Brasile, Russia e Libia. «La Libia era un grosso importatore, esportavamo circa 5 mila quintali all’anno, adesso partono un paio di autotreni, e anche la Russia ci sta penalizzando molto». E la chiusura di alcuni mercati è una delle cause della sovrabbondanza di prodotto che tiene bassi i prezzi.

«Il mondo è diventato piccolo - commenta Marchini - e noi possiamo subire le conseguenze economiche di una crisi geopolitica apparentemente lontana, anche perché trovare spazi vuoti di mercato diventa sempre più difficile». L’Indicazione geografica protetta, ottenuta nel 1998, può aiutare. E proprio all’Igp è dedicato l’appuntamento di domani, mercoledì 4 aprile,  alle 14.30 nella sede della cooperativa Corma di San Giovanni del Dosso (via Cantone 20). È stata chiesta, infatti, una modifica del disciplinare di produzione, che il Ministero delle politiche agricole ha già approvato. Mercoledì, però, il disciplinare modificato sarà presentato a chiunque possa averne interesse nel corso di una riunione di pubblico accertamento, alla quale parteciperanno anche rappresentanti del Ministero e della Regione Lombardia. I passi successivi saranno la pubblicazione del nuovo testo sulla Gazzetta ufficiale e l’invio a Bruxelles.



 

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