Mantova, nella Lega inizia la resa dei conti

Il direttivo provinciale chiede provvedimenti disciplinari per Fava, Pasetti, Prandini e Zera

MANTOVA. Lega alla resa dei conti. Il direttivo provinciale del Carroccio ha deferito alla commissione disciplinare federale del movimento gli uomini chiave della minoranza interna, a partire dall’ex assessore regionale ed esponente del direttivo federale, Gianni Fava. Oltre a lui, l’organo dirigente del Carroccio ha chiesto provvedimenti disciplinari nei confronti di Cedrik Pasetti (ex segretario provinciale) di Marco Prandini (anche lui ex segretario provinciale e stretto collaboratore di Fava) e del consigliere comunale di città Massimo Zera. Pasetti è anche stato destituito dal ruolo di segretario della circoscrizione delle sezioni leghiste dell’Oglio Po e al suo posto è stata nominata commissario Lorena Ghezzi, segretaria della sezione di Sabbioneta e candidata alle ultime regionali. Un ultimo provvedimento consiste nell’invio di una lettera di richiamo al militante di Sabbioneta e membro dello steso direttivo, Marco Pasquali.

La decisione di inviare una segnalazione agli organi disciplinari del movimento di un esponente di peso a livello nazionale (seppur della minoranza interna e oppositore di Salvini) quale Gianni Fava, non ha precedenti. Sembra di assistere alla battaglia interna finale tra due componenti leghiste locali che si danno battaglia da anni senza esclusione di colpi, salvo la parentesi dell’ultimo congresso provinciale, quello che ha portato alla nomina di Antonio Carra a segretario. Che cosa viene contestato a questi militanti? Il segretario Carra non si sbottona molto, ma spiega che «abbiamo applicato il regolamento in merito a comportamenti non consoni di alcuni militanti. Abbiamo documentazioni non confutabili alla base delle segnalazioni che invieremo agli organismi federali. Come segretario non potevo far altro che portare questi elementi raccolti al direttivo».


Non si conoscono i dettagli, ma in buona sostanza i militanti colpiti dalla segnalazione sono accusati di aver avuto un comportamento scorretto in occasione della campagna elettorale. A Pasetti viene contestato di aver appoggiato pubblicamente su Facebook il candidato di Fdi, Matteo Masiello e di non aver fatto nulla per la campagna della Lega. Viene accusato di aver fatto pressione su alcuni militanti affinché ritirassero la propria disponibilità a candidarsi per le Lega. A Prandini di aver fatto post sui social contro eletti della Lega (Dara e Cappellari). Zera (anche lui vicino a Fava) viene accusato di condurre la propria attività consiliare in modo del tutto slegato (o in contrasto) con le linea del movimento e con i suoi vertici.

E Fava? Il leader della minoranza interna viene attaccato per le sue dichiarazioni televisive, lesive – secondo il partito – nei confronti dei due eletti Cappellari e Dara. Ma è stato soprattutto l’appoggio su Facebook all’ex lumbard Roberto Lamagni di Castel Goffredo - già in clima elettorale - su una querelle politica col leghista Cisaria ad aver provocato la richiesta di provvedimenti. Quello che nei documenti non è scritto è che Fava viene visto come “regista” delle azioni contestate a tutti gli altri.

Cambiano intanto alcune figure chiave nella dirigenza provinciale leghista. In seguito all’elezione al consiglio regionale, Alessandra Cappellari lascia il ruolo di vice segretario. Al suo posto è stato nominato Claudio Bottari, che ha coperto ruoli importanti in passato . Il viadanese è stato consigliere regionale e segretario provinciale del partito. Bottari viene considerato come uno dei principali avversari interni di Gianni Fava. Negli ultimi anni è stato responsabile enti locali. E proprio in questo ruolo troviamo ora un altro volto storico della Lega locale, Adriano Cattaneo. Residente in città, anche Cattaneo ha svolto il ruolo di segretario. Anche il neodeputato Andrea Dara sta lasciando gli incarichi interni.

Mantiene per ora quello di responsabile organizzativo, ma la delega al tesseramento è passata a Franco Buratto. Luca Brentegani è il nuovo membro del direttivo al posto dell’espulsa Zoraide Chiozzini.

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