Il sindaco di Canneto non si dimette: «Mi caccino i consiglieri»

Canneto. Zecchina in minoranza in consiglio: «Non farò inciuci per restare». Ma l’opposizione incalza: «Deve prendere atto che non è più voluta»

CANNETO SULL’OGLIO. Con il passaggio anche dell’ex sindaco Pierino Cervi, da sempre riferimento politico del gruppo Vivi Canneto, al gruppo misto, il sindaco Raffaella Zecchina è rimasta con 6 fedelissimi consiglieri contro i 7 fra opposizione e Misto. Una situazione politicamente delicata e instabile che sembrerebbe preludere ad un finale anticipato del mandato amministrativo per l’implosione interna della stessa maggioranza. Ma il primo cittadino, pur in una situazione obiettivamente delicata, non intende presentare volontariamente le proprie dimissioni. «Resto al mio posto – dice Zecchina –. Come ho sempre fatto sino ad adesso. Vado avanti per il bene del paese e dei miei concittadini. Senza fare inciuci».

Una posizione diametralmente opposta a quella dei gruppi consiliari che non la sostengono: «Deve prendere atto che la sua stagione si è chiusa. Che non ha più l’appoggio nemmeno dei suoi. Lasci, con un atto di onestà politica», dice Giuseppe Minoglia, il primo a lasciare la maggioranza e a passare al gruppo misto. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la mancata revoca della convenzione per la polizia locale, atto al quale la maggioranza era stata obbligata da un voto di consiglio, ma la cui decisione è stata ribaltata dall’ultima assise comunale, assenti Cervi ed altri.



«Zecchina ha approfittato di queste assenze – prosegue Minoglia – È stato un atto scorretto. Anche Cervi, il più paziente e mediatore, ha dovuto prendere atto che non ci sono più spazi di dialogo con chi abbiamo eletto e che non rispetta più il mandato perché mal consigliata da gente che il nostro gruppo aveva escluso». Il Movimento 5Stelle assiste allo smembramento della maggioranza dai banchi d’opposizione. «Un teatrino che dovrebbe finire – attacca il consigliere Luigi Lupi – perché è stata tradita la volontà popolare. Ormai siamo al ridicolo, come quando Cervi parla di “scappellotto” al sindaco per farlo rinsavire. Un atteggiamento paternalistico che svilisce le istituzioni. Evidentemente Zecchina ha dimostrato di avere una testa sua e gli attributi. Chi l’ha indicata e poi votata doveva accorgersi prima che persona era senza gettare Canneto in questa situazione». Sugli scenari da qui in avanti Lupi è cauto: «Ovviamente chi sta uscendo dalla maggioranza cerca di rifarsi una verginità in vista del voto del 2019. Ma mi fanno seriamente pensare anche le dimissioni dei candidati sindaci Faleo e Bottarelli, referenti di Lega e Pd. Hanno paura del cambiamento. Sento aria di inciucio».
 

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