Alunni maltrattati, il pm chiede un anno per la maestra

Slitta a luglio la sentenza per l'insegnante di scuola materna: quattro bimbe la accusano di strattoni e punizioni severe

MANTOVA. Ci sarebbero stati strattonamenti, alunni sollevati per i piedi e punizioni troppo severe, definite “anomale” dai magistrati che si sono occupati dell’inchiesta. Tanto da incutere uno stato di paura permanente tra i bambini della scuola materna. La vicenda giudiziaria, che riguarda una scuola frequentata da bimbi tra i tre e i sei anni (di cui non faremo il nome, in primo luogo a tutela dei minori coinvolti, ndr) è ormai agli sgoccioli. Il 13 aprile per l’insegnante, che ha 44 anni, c’è stata udienza nell’ufficio di un giudice – il processo è in rito abbreviato, quindi non in aula pubblica – e la richiesta di condanna. Un anno di reclusione, comprensivo dello sconto di un terzo della pena previsto dal tipo di processo, è la condanna chiesta dal pubblico ministero. Il giudice per le indagini preliminari Gilberto Casari pronuncerà la sentenza il prossimo 6 luglio.

Sono quattro gli alunni, tutte femmine, che avrebbero subito maltrattamenti. E tutti gli episodi denunciati sono accaduti nella primavera del 2015. Non è stato reso noto in che modo siano emersi i primi sospetti riguardo al metodo educativo dell’insegnante. L’inchiesta giudiziaria sarebbe comunque partita dalla denuncia di una madre a cui il figlio avrebbe confidato la paura nei confronti della maestra. Dal confronto con altri genitori sarebbe quindi emerso che il figlio non era l'unico ad aver raccontato di aver subito maltrattamenti.


Quali siano nel dettaglio gli episodi su cui pesa il sospetto di abusi nel metodo educativo e comportamenti violenti nei confronti dei bambini non si sa. Anche perché sulla vicenda, vista la delicatezza del tema e il coinvolgimento di bambini in tenera età, che oggi frequentano le scuole elementari, la Procura ha sollevato un muro di riserbo.

Quello che si sa è che a suo tempo l’insegnante è stata denunciata e che contro di lei non sono mai stati presi provvedimenti amministrativi, come una temporanea sospensione dal servizio. Al contrario, la maestra risulta ancora in ruolo, anche se in un diverso istituto comprensivo.

Nel novembre di due anni fa i bambini coinvolti sono stati sentiti nell'aula di ascolto protetto per minori del tribunale, a porte chiuse e con l'assistenza di uno psicologo infantile. Il loro racconto avrebbe solo in parte confermato le accuse. Ed è forse questo il motivo per cui il pubblico ministero al tempo ha chiesto l’archiviazione del caso. Cosa che il giudice per le indagini preliminari ha però negato rinviando gli atti alla Procura per un approfondimento di indagine.

Di qui, emersi nuovi indizi a supporto dell’accusa, la richiesta che il pubblico ministero ha presentato ieri. Per il reato di “Maltrattamento nei confronti di fanciulli”, previsto dall’articolo 572 del codice penale, la pena va dall’anno ai cinque anni di reclusione.


 

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