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Lo studio sulla galleria della Tav: «Possibili rischi per le falde»

Preoccupazione di sindaci e amministratori dell’Alto Mantovano dopo l’indagine geologica. La Sisam chiede a Rfi di intervenire: «Forniamo acqua a centomila utenti, vogliamo garanzie»

di Francesco Romani
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CASTIGLIONE/LONATO. La galleria progettata a nord di Castiglione nell’ambito del progetto di Alta Velocità ferroviaria Brescia-Verona potrebbe costituire un rischio per le falde acquifere che alimentano oltre 100mila abitanti. A dirlo non solo uno studio geologico commissionato da Sisam, gestore attraverso la propria controllata Sicam degli acquedotti dell’Alto Mantovano, ma anche la stessa Rfi che nei propri allegati alla progettazione definitiva parla della necessità di andare con i piedi di piombo, trattandosi di una zona di estrema vulnerabilità.

Lo studio, condotto dal geologo Giorgio La Marca, nasce dalla volontà dei sindaci della zona, da Castiglione delle Stiviere a Monzambano, ai primi cittadini del bacino Alto e Medio Mantovano. Tutti uniti nel chiedere di capire le conseguenze di un lavoro, la galleria di Lonato, che per le sue dimensioni rischia di creare uno sconvolgimento delle falde sotterranee.

La galleria è infatti un traforo a doppia canna, lungo 7 chilometri e 371 metri, due terzi del traforo del monte Bianco, e scenderà sino a 40 metri sotto il piano campagna traforando le colline moreniche.

Proprio la zona morenica, cioè gli antichi depositi di ghiaia portati dalle glaciazioni, è da sempre caratterizzata per un’alta vulnerabilità. L’acqua piovana e le irrigazioni scendono velocemente fra la ghiaia del terreno e formano la prima falda. Al di sotto, in depositi sabbiosi, si trova la seconda falda, alimentata dal bacino del lago di Garda. Acqua da sempre purissima, che non subisce trattamenti ed alimenta tutta l’alta pianura mantovana. Distribuita dalle reti d’acquedotto Sicam, raggiunge circa 100mila persone. I pozzi Sicam si trovano a Castel Goffredo, Castiglione delle Stiviere, Cavriana, Guidizzolo, Medole, Solferino e Volta.

«Questa situazione di vulnerabilità - spiega il presidente di Sisam, Giampaolo Ogliosi - ci preoccupa perché grandi lavori di sbancamento, interruzione delle falde, possibili mescolamenti di prime e seconde falde, effetti drenanti sono i rischi connessi alla costruzione della mega galleria. Lo studio geologico che abbiamo commissionato lo conferma e per questo lo abbiamo inviato sia a Rfi, sia a parlamentari e consiglieri regionali. Ci preoccupa il fatto che la stessa Rfi, nel proprio studio idrogeologico relativo alla galleria, parli della necessità di adottare soluzioni progettuali che evitino il depauperamento delle falde e la loro alterazione».

Lo studio promosso da Sisam segnala la necessità di adeguare i dati dello studio rfi (risalgono a 13 anni fa) e del progetto stesso alla normativa oggi vigente.

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