Riccardo lascia la Rianimazione, ma resta al Poma

Riccardo Visioli in ospedale insieme al padre Giuliano

Il "ragazzo farfalla" dimesso dalla terapia intensiva dopo una settimana di terapie per un'infezione. Ma rimane sotto osservazione in Malattie Infettive

MANTOVA. Una vita segnata da una continua corsa ad ostacoli. E questa volta l'asticella si era alzata ancora di più. Ma la sua forza e il suo coraggio, insieme alle cure mediche, gli hanno permesso di vincere una nuova tappa di questa infinita battaglia per la vita.

Venerdì mattina Riccardo Visioli, lo studente di 20 anni di Vicomoscano di Casalmaggiore nato con due gravi malattie genetiche (le sindromi di Marfan e da "bimbo farfalla"), è stato dimesso dal reparto di Rianimazione ed è stato trasferito al Malattie Infettive. Un segnale di certo positivo. Lo studente era stato ricoverato in terapia intensiva con febbre alta la notte tra il 13 e il 14 aprile. Immediata la diagnosi: infezione diffusa, probabilmente causata da un batterio che si era insinuato nelle ferite che il ragazzo porta con sé da sempre a causa della patologia che rende la sua pelle fragile come le ali di una farfalla.

Riccardo a metà gennaio era stato sottoposto ad un delicato intervento salvavita non più rinviabile nel tempo. Lo studente universitario era stato dimesso dopo alcune settimane di ricovero in buone condizioni di salute e dunque un’infezione ospedaliera a distanza di tre mesi non è ipotizzabile. Oggi Riccardo, grazie alle cure dei rianimatori, può continuare la sua lotta.
 

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