Uno sportello per il disagio dei ragazzi

La proposta del Comune: riunito in via Roma il tavolo permanente di enti e associazioni che lavorano con i giovani

MANTOVA. L’obiettivo è unire le forze per creare un sistema «protettivo e accogliente». In grado di arginare il dolore quando il disagio muta in tragedia, e di affrontare con gli strumenti giusti il malessere quotidiano dei ragazzi. All’appello i comuni della Grande Mantova con i loro responsabili dei servizi sociali, le scuole, l’Ats e l’azienda ospedaliera, la diocesi e il consorzio progetto di solidarietà: riuniti nell’aula consiliare di via Roma dal sindaco Mattia Palazzi. Una convocazione senza preavviso, dettata da un lutto – un ragazzo di quindici anni caduto dal balcone di casa – che ha segnato in modo profondo la comunità, un evento dirompente «che ci ha fatto serrare le fila». Ma l’idea è di creare un tavolo permanente, a cadenza regolata. E cominciare a lavorare sui primi progetti per affrontare il disagio crescente di bambini e adolescenti.

«Sono in aumento le segnalazioni di situazioni di incomprensione o di conflitti all’interno della famiglia – ha spiegato Palazzi – e si tratta di difficoltà non per forza legate a forme di devianza o a problemi economici conclamati». Spesso è nelle famiglie considerate normali che si nascondono le fragilità, e per questo, tra le prime proposte del comune c’è la creazione di uno sportello a sostegno di genitori e famiglie. Un servizio, anche questo permanente, che metterebbe a disposizione degli adulti una squadra di specialisti di diverse discipline per aiutarli nel rapporto con i figli. «Esistono esempi concreti in diversi comuni dell’Emilia e nel Milanese – ha proseguito Palazzi – studieremo quelle esperienze e prenderemo esempio».


In agenda anche un’analisi dello stato dell’arte dei servizi dedicati ai ragazzi. Se ne occuperà il Consorzio progetto solidarietà, l’organismo che mette in rete i servizi per i minori di sedici Comuni: l’obiettivo è mappare l’esistente e verificare se servano nuovi strumenti. Oltre a questo, dal dialogo tra gli enti dovrebbe scaturire una procedura su come intervenire a seguito di eventi traumatici, anche per aiutare la scuola ad «accogliere il dolore e la paura che genera». Una scuola presente, «che già fa moltissimo e alla quale diamo la nostra disponibilità a collaborare su progetti condivisi».

Durante l’incontro ci si è interrogati anche sulle cause del disagio: «Abbiamo fatto riflessioni sul malessere nelle famiglie e sulle difficoltà di coglierne i segnali – ha aggiunto l’assessore al welfare Andrea Caprini – e sui problemi di interazione tra genitori e figli e tra scuole e famiglie. Dobbiamo guardare avanti e lavorare sulla prevenzione».

Non è mancato il riferimento alle risorse economiche, necessarie per attivare nuovi servizi e per arruolare specialisti. Il sindaco, dopo aver ringraziato tutti per la volontà di tutti di lavorare insieme, ha lanciato una sfida: partecipare al prossimo bando della fondazione Comunità Mantovana. «Individuiamo una linea d’azione, scriviamo entro la fine del mese un progetto che diventi strutturale. E aggiudichiamoci le risorse». Il resto dovrebbero farlo la Regione Lombardia, attraverso l’Ats e l’ospedale, e gli altri comuni che, attraverso i loro rappresentanti, parteciperanno al tavolo. Un tavolo che presto potrebbe allargarsi con il coinvolgimento della Consulta studentesca e delle associazioni delle famiglie.

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