Pata: 30 assunti dal 2020. E arriva il big del trasporto

Sotto il segno della tecnologia il progetto di ampliamento del re delle patatine.Venduta l’ultima tranche in area industriale: si insedia Italtrans, colosso dei tir

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE. Di fatto un raddoppio dell’azienda in vista di uno sviluppo produttivo ulteriore. L’investimento da quasi 10 milioni di euro della Pata, leader del settore patatine e snack, porterà nel giro di due anni almeno altri 30 posti di lavoro. Ma i segnali di una incipiente ripresa che sta facendo lentamente muovere per prima la locomotiva economica mantovana, il distretto di Castiglione delle Stiviere, non sono finiti qui. L’ultimo lembo di area industriale, 6.300 metri, è stato venduto all’asta. E l’acquirente è la Italtrans, colosso dei trasporti alimentari, con 14 sedi in Italia ed una flotta di 800 camion, che ha scelto Castiglione per insediare una sua sede per una settantina di camion.

Nel giro di pochi anni, al netto di altri interessamenti che stanno venendo dal vicino Bresciano, la capitale dell’Alto Mantovano vedrà un centinaio di posti di lavoro in più. Un obiettivo cercato fortemente dal sindaco Enrico Volpi e dal suo vice, il deputato Andrea Dara. Entrambi imprenditori, dal momento dell’insediamento in municipio hanno puntato le loro carte sulla volontà di agganciare il treno della ripartenza e dello sviluppo economico.



E lunedì scorso la giunta ha dato l’ok alla presentazione allo Sportello Unico del progetto di ampliamento della Pata curato dallo studio Logos Engineering dell’ingegner Germano Bignotti, contestualmente avviando la procedura di esclusione della Valutazione ambientale strategica, trattandosi di un’espansione di una ditta esistente su un’area già industriale.

«Il nostro fatturato è aumentato costantemente negli ultimi anni – spiega il patron di Pata, Remo Gobbi –. Otto, nove per cento anche lo scorso anno che ci portano ad un fatturato di 100 milioni».



Partito nel 1981 con un laboratorio artigiano a Medole, Gobbi ha creato un piccolo impero che è ai vertici italiani del settore. Per anni è stata sua la referenza più venduta in Italia. «Le nostre patatine artigianali – prosegue l’imprenditore – raggiungono oltre 6 milioni di famiglie, 17 milioni di consumatori. In un mercato al 92% italiano perché i costi di trasporto incidono molto. In questo senso, abbiamo deciso un forte investimento per migliorare la logistica e il magazzino, che saranno fortemente automatizzati e collegati allo stabilimento esistente da un tunnel sospeso».

Oggi Pata è forte di 330 dipendenti, che passeranno a 360 dal 2020 quando sarà pronto il nuovo stabilimento da 15mila metri quadri, più 5mila interrati (magazzino), dei quali 3mila produttivi.

Uno sviluppo che si abbina alla notizia di questi giorni della vendita all’asta dell’ultimo lembo di area industriale. Entreranno nelle casse del Comune 450mila euro grazie all’acquisto messo segno dalla bergamasca Italtrans, azienda nata nel 1985 con un piccolo camion e che oggi ha una flotta di quasi 800 motrici e 1.200 semirimorchi. Il piazzale potrà ospitare una settantina di camion e questo potrà portare nuova occupazione nel settore, già estremamente sviluppato, della logistica.
 

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