«Ruderi diventati ville». Tre esposti su truffe-sisma

Sermide e Felonica. Gruppo di volontari ferraresi batte palmo a palmo l’area. Sinora 370 segnalazioni nel cratere. «Confrontiamo le foto dal satellite»

SERMIDE E FELONICA. Sono uno sparuto gruppo di persone, sette in tutto. Fra loro ci sono ex amministratori, appassionati di archeologia, cacciatori. Mossi dal senso civico si sono costituiti in un gruppo volontario: il “Comitato di verifica ricostruzione” che ha sede nel Ferrarese. Girando nelle campagne per cercare le prove di eventuali truffe sull’utilizzo dei fondi del sisma 2012. Proprietari che hanno ristrutturato con fondi pubblici case e fienili già fatiscenti ben prima delle scosse telluriche. Ruderi trasformati negli ultimi anni in ville e residenze. Dubbi che si sono alla fine sostanziati in 370 segnalazioni, frutto del lavoro di oltre un anno di controlli, verifiche, appostamenti. Materiale consegnato agli inquirenti, guardia di finanza e procure della Repubblica, in modo che siano le istituzioni deputate a scandagliare con i mezzi adeguati, la storia di quegli strani immobili trasformati da ruderi a ville e per alcuni dei quali sono già stati revocati i contributi. E delle 270 segnalazioni all’interno del cratere sismico, tre, per ora, riguardano la nostra provincia: tutte sono nel territorio comunale di Sermide e Felonica.



«Siamo tutti volontari - spiega uno dei membri del team, Andrea Zaniboni, ferrarese – Il terremoto l’abbiamo vissuto anche sulla nostra pelle essendo della zona. Negli anni abbiamo però notato delle stranezze. Parlando fra noi ci siamo l’un l’altro detti i dubbi che avevamo. Che diverse case che ci ricordavamo già lesionate oltre dieci anni fa, ora erano perfettamente ristrutturate».

Un dubbio nato dalla conoscenza del territorio di persone accomunate dalla passione per l’archeologia e la conoscenza del territorio. «Molti di noi hanno la passione dell’archeologia – spiega l’ex vicesindaco di Bondeno (Fe) Daniele Bancardi – e per questo abbiamo per anni girato le campagne, avendo una conoscenza diretta dei luoghi. Trovare delle ville dove c’erano edifici rurali fatiscenti, ci ha fatto sorgere più di un dubbio». Il passo successivo è stato quello di unire le forze, creando un gruppo, e soprattutto trovare le “prove” di quanto la memoria affermava. «La tecnologia ci è venuta in aiuto – prosegue Biancardi –. Qualcuno di non ha delle conoscenze tecniche e così ci ha suggerito di utilizzare le foto satellitari di Street view di Google maps. Lì in molti casi abbiamo trovato immagini del 2010 e 2011 e controllando, abbiamo visto che erano in pessime condizioni già prima del terremoto. Quindi non avrebbero dovuto ricevere contributi. Tre di questi immobili – conclude Biancardi – si trovano a Sermide e Felonica e per uno abbiamo già presentato esposto».
 

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