Miele, annata amara. Nel 2017 produzione in calo di oltre il 50%

Condizioni meteo e inquinamento le cause principali. Prodotti 2.500 quintali per un milione e mezzo di euro

MANTOVA. La buona notizia è che l’Europa ha messo al bando tre pesticidi con neonicotinoidi pericolosi per le api. Quella brutta è che, forse, è troppo tardi. Almeno stando ai dati dell’Associazione apicoltori mantovani, che stimano, in un anno, dal 2016 al 2017, una diminuzione di oltre il 50% della produzione di miele.

L’inquinamento dovuto all’uso dei tre pesticidi killer, che saranno permessi soltanto all’interno di serre, non è l’unica causa del calo: gli apicoltori puntano il dito anche contro il glifosato, che se usato dove ci sono i fiori può rivelarsi molto dannoso per le api. Ma nel 2017 hanno pesato soprattutto le condizioni meteo bizzarre, con una primavera precoce, il successivo sbalzo termico di fine aprile e quindi la siccità estiva.


«L’anno scorso, la primavera è partita molto presto e fino a metà aprile la produzione è andata bene. Soprattutto per il miele millefiori, grazie alla fioritura di tarassaco e colza» spiega Damiano Buttarelli, tecnico di Apilombardia responsabile per Mantova. Dopo l’exploit di aprile, le temperature, però, sono precipitate ed è cominciato a piovere, danneggiando i fiori di acacia, dai quali si ricava il miele più richiesto nel Mantovano. La stagione è proseguita, poi, con caldo torrido e siccità, che hanno causato lo stress delle piante, non più in grado di produrre abbastanza nettare. E in alcuni casi, la mancanza di acqua ha provocato anche l’incapacità di riprodursi per molte famiglie di insetti. A fine stagione, verso agosto, c’è stata, poi, una lieve ripresa grazie alla produzione di erba medica, concentrata soprattutto negli alveari dell’Oltrepò.

L’annata disastrosa non ha comunque impedito di produrre miele per un valore complessivo, secondo le stime dell’associazione degli apicoltori, di circa un milione e mezzo di euro. Più di 2.500 i quintali prodotti, con una prevalenza di millefiori (1.370 quintali). Seguono il tiglio con 500 quintali, l’acacia con 480 e il miele di melata con 270 quintali. Con questi dati, per il 2017 è possibile stimare una produzione di oltre 600 grammi di miele (630) per ogni abitante della provincia, e di tre alveari per chilometro quadrato di territorio.

Le aziende attive sono poco più di duecento (226), 49 di queste condotte da donne, mentre gli apiari sono quasi 500, per un totale di oltre 6.800 alveari. L’area della provincia con più alveari è quella del distretto veterinario di Asola e Guidizzolo, ma il comune che ha più api allevate è Mantova. Quante api? Il numero si aggira attorno alle 205mila api per chilometro quadrato e poco più di mille (1.160) per abitante della provincia. Api che anche quest’anno potrebbero avere qualche difficoltà, soprattutto per il miele più amato dai mantovani: “Se continua a piovere, le prospettive per l’acacia non sono buone – prosegue Buttarelli – perché i fiori sono sbocciati la scorsa settimana e adesso siamo nel pieno della fioritura”.

Sabrina Pinardi
 

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