Ricostruzione, troppi no ai privati

Molte pratiche ricusate nel Destra Secchia. I cittadini: siamo discriminati. I sindaci: serve sanatoria

QUISTELLO. Sono molti i cantieri privati aperti nel Destra Secchia dopo il terremoto del 2012, ma rimangono delle pratiche non finanziate. La maggior parte di queste richieste, che si stima siano circa un centinaio nel Destra Secchia, non sono state accolte perché presentate oltre la data limite del 31 dicembre 2014, ma ci sono anche una dozzina di pratiche in sospeso che hanno problemi burocratici differenti.

La ricostruzione post sisma sta procedendo, a sei anni dalle scosse, ma oltre agli edifici pubblici, municipi e scuole, ci sono molti interventi privati sulle case, sulle aziende agricole e commerciali da gestire. Molti interventi sono stati completati o i lavori sono in corso, ma si registra un considerevole numero di pratiche che non sono state finanziate dalla struttura commissariale e i titolari si sentono discriminati. Va precisato che ci sono poi alcune pratiche, oltre le 100 presentate fuori limite, che non sono state finanziate per problemi di tipo burocratico, come le date di inizio o fine lavori o altre imprecisioni nella presentazione.

Queste richieste, circa una dozzina, sono attualmente in sospeso, tuttavia chi ha dovuto ristrutturare o deve ancora farlo e si è visto negare al momento i fondi si sente trattato come un cittadino di serie B. «Stiamo aspettando che la pratica venga finanziata, con un continuo rimpallo di responsabilità fra tecnici aggiunti e uffici comunali - racconta un cittadino che attualmente non ha visto accolta la sua pratica - la mia abitazione ha subito danni importanti con il terremoto. Era inagibile e ho dovuto intervenire. Non mi pare equo che mi vengano negati i finanziamenti, che altri nella mia situazione hanno ottenuto. Mi sento abbastanza discriminato». Sono in diversi tra gli amministratori locali a pensare che servirebbe una sanatoria per poter finanziare le pratiche che fino ad oggi sono rimaste in sospeso o sono state ricusate.

«Abbiamo una serie di situazioni che avrebbero diritto a ricevere i fondi per la ricostruzione, ma le domande sono state presentate fuori tempo massimo e quindi per il momento sono state ricusate - spiega il sindaco di Quistello Luca Malavasi - queste persone sono ovviamente infuriate e sarebbe giusto intervenire con un provvedimento di sanatoria che possa permettere di finanziare questi interventi».

Ma bisogna precisare che anche il processo di ricostruzione ha le sue scadenze e le sue priorità. Attualmente la priorità che è stata individuata è quella delle aziende agricole e degli edifici commerciali, perché i tempi stringono. Per quanto riguarda il settore commerciale i lavori devono essere terminati e deve essere presentata la rendicontazione entro giugno, mentre per le aziende agricole il termine è il 10 di settembre. L'assemblea dei sindaci ha quindi deciso di dare la priorità a queste pratiche.

Nello specifico i Comuni più colpiti nel Destra Secchia sono Quistello, San Giacomo, San Giovanni e Poggio Rusco, in misura minore Sermide, Magnacavallo e Villa Poma A Quistello mancano 12 pratiche da completare, 201 sulle 213 accolte sono già state evase, anche a San Giovanni la ricostruzione è quasi ultimata, già lo scorso anno eravamo oltre il 90 per cento. Dati simili per San Giacomo, che vede anche l'importante cantiere di Corte Arrigona, che rientra nella categoria delle aziende agricole. A Sermide le pratiche sono 80, qui si era partiti un po' in ritardo, ma si sta recuperando.

Giorgio Pinotti
 

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