Basta stragi in fabbrica: nel Mantovano si fermano le tute blu

Fiom, Fim e Uilm hanno proclamato per il 16 maggio uno sciopero provinciale dei metalmeccanici. Presidio davanti alla Belleli di Mantova per la sicurezza sul lavoro

MANTOVA. Dei 160 infortuni mortali contati in Italia dall’inizio dell’anno, ben cinque sono avvenuti nel Mantovano. Intanto nelle fabbriche i delegati per la sicurezza vengono trattati con indifferenza e finiscono sempre più spesso nel mirino dei datori di lavoro. Per questo, per lanciare un appello a istituzioni ed enti preposti al controllo, perché il diritto a un lavoro salubre e sicuro non resti uno slogan confinato alle celebrazioni del 1° maggio, i sindacati metalmeccanici mantovani Fiom Cgil,Fim Cisl e Uilm hanno deciso di alzare i toni proclamando per il 16 maggio uno sciopero provinciale di quattro ore di tutto il comparto. Oltre quindicimila gli operai coinvolti da una mobilitazione inedita per la nostra provincia.

«Non c’è mai stato uno sciopero provinciale per la sicurezza di tutti i metalmeccanici»: conferma il segretario generale Fiom Mauro Mantovanelli mentre spiega che è arrivato il momento di dire basta: «Nel 2017 c’era stato un solo infortunio mortale in provincia di Mantova, nel 2018 siamo già a 5: con la ripresa della produzione gli incidenti sono aumentati. Siamo per il lavoro ma non ad ogni costo, bisogna richiamare le aziende alle proprie responsabilità. Quella del 16 non sarà una manifestazione fine a se stessa, l’obiettivo è di lanciare un appello a Ats e Inail per una maggiore prevenzione, pretendere il rispetto e la tutela delle delegati alla sicurezza (Rls), denunciare il mancato riconoscimento delle malattie professionali, sensibilizzare i lavoratori a pretendere mansioni sicure e a denunciare gli infortuni, cosa che purtroppo ancora oggi spesso non avviene su pressione delle aziende».

Insomma «il 16 maggio non è un punto d’arrivo ma di partenza - aggiunge il segretario Fim Omar Cattaneo - il tema della sicurezza deve caratterizzare tutti i rinnovi della contrattazione aziendale e deve essere un punto fermo dell’azione quotidiana. La manifestazione del 16 è un segnale che bisogna invertire la rotta: i lavoratori devono entrare in fabbrica con la certezza di uscirne, gli organi preposti devono attivarsi sulla prevenzione, le aziende devono mettere la sicurezza prima dei profitti». E il Parlamento «deve inasprire le sanzioni nei confronti delle ditte inadempienti - rincara il segretario Uilm Luciano Di Pardo - la 626 e la legge 81 hanno fallito il loro obiettivo, non si è riusciti a inculcare l’importanza della tutela della salute sui luoghi di lavoro, gli investimenti sono pochi e per di più le norme prevedono l’imputazione per omicidio colposo quando dovrebbe essere doloso».

Fitta l’agenda di assemblee organizzate nelle fabbriche a partire da ieri per spiegare motivazioni e modalità dello sciopero la cui articolazione verrà decisa dalle rsu. A Mantova la protesta si concentrerà davanti ai cancelli della Belleli: qui dalle 9.30 alle 11.30 andrà in scena un presidio a cui parteciperanno anche tute blu di altre fabbriche in arrivo con pullman da Suzzara e Pegognaga. «Si tratta della fabbrica - sostengono i tre sindacalisti - che più di tutte porta avanti una strategia di contrasto nei confronti dei lavoratori delegati alla sicurezza arrivando a sanzionarli e confinarli».
 

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