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Da 5 anni vive viaggiando

La 32enne di Buscoldo ha mollato tutto e gira il mondo. Ma senza aerei (o quasi)

DI DANIELA MARCHI
2 minuti di lettura

MANTOVA. Vivere, viaggiando. Per molti un sogno, per Diana Barbieri, 32enne di Buscoldo, uno stile di vita.

Diana, dopo il diploma al Mantegna e sette anni da impiegata ha semplicemente fatto quello che tutti vorremmo: mollare ogni cosa e andare.

Nonostante sia ancora giovanissima, da cinque anni viaggia ininterrottamente. Una vita in vacanza?

Non proprio, una vita e basta, un nuovo concetto di esistere.

Ha già visto l’intera Europa in auto e treno, i Balcani e la Turchia in autostop, l’Asia da Mosca all’Indonesia con zaino in spalla senza mai prendere un aereo, solo con mezzi locali. E poi ha vissuto due anni e mezzo in Australia e Nuova Zelanda.

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«Let your dreams come true», lascia che i tuoi sogni diventino realtà, scrive Diana sul suo travel blog https://closetoeternity.wordpress.com/.

Ma com’è realizzabile un progetto del genere e con quali soldi?

«Ho cominciato a lavorare subito dopo la scuola. Sette anni negli uffici di varie aziende e poi la sera andavo a fare la cameriera - racconta Diana - ho messo da parte tutto quello che potevo, perché sapevo che prima o poi avrei cambiato vita. I miei genitori, che vivono a Buscoldo, sono pensionati, non potevano di certo aiutarmi, io mi sono sempre data da fare. Ho cominciato a viaggiare a diciannove anni, ho capito che era la mia dimensione. Quindi a un certo punto, mi sono licenziata e con i soldi guadagnati sono partita».

«Per risparmiare, viaggio principalmente via terra, quindi senza aerei, e con molti mezzi (auto o van comprato e convertito in camper, nave, moto, autostop, etc), spesso mi faccio ospitare da gente del luogo tramite couchsurfing (un servizio gratuito di scambio di ospitalità e servizio di rete sociale, ndr), oppure campeggio».

I soldi però finiscono brevemente e allora Diana mentre viaggia lavora. «Ho vissuto due anni e mezzo tra Australia e Nuova Zelanda. Mentre ero là ho fatto un corso di bartender poi ho lavorato in due dei più famosi cocktail bar di Sidney. In Australia, infatti, c’è questa splendida possibilità: fino a 31 anni puoi avere un working holiday visa, un visto di un anno, rinnovabile a due, rivolto proprio ai giovani, che permette di restare a lavorare nel continente in modo del tutto legale. Quello di barman è un lavoro stagionale, ma molto ben pagato. Grazie a quello mi sono mantenuta là e ho risparmiato anche per fare un altro viaggio».

Cinque anni in giro per il mondo con qualche breve rientro in Italia per stare un po’ con la famiglia e gli amici e ricaricare le pile.

Ma giusto brevi soste: «Sì in effetti, mettendo insieme tutti i periodi a casa, in cinque anni al massimo ne ho trascorso uno in Italia».

«Ora per esempio sono a casa ma tra meno di un mese ripartirò per fare un nuovo lunghissimo viaggio, un anno e mezzo dalla Florida all’Alaska e dall’Alaska all’Antartide via terra e nave con un minivan».

Un progetto ambizioso, già pensato in tutti i dettagli: «L’unico aereo che io e il mio fidanzato (Marco Dominici, 30enne ferrarese) prenderemo sarà per arrivare in Florida. Lì acquisteremo un van usato che adatteremo a camper con cui spostarsi: prima Canada, poi Alaska quindi ritorno verso sud dalla costa occidentale degli Stati Uniti, fino a raggiungere il Cile. Lì, rivenderemo il camper e acquisteremo il biglietto per salire su una nave rompighiaccio che ci porterà in Antartide».

Un anno e mezzo ininterrotto di spostamenti ed esperienze. E poi? Se vogliamo tornare ad essere terra terra, ci sarà pur bisogno di ricaricare il portafogli, oltre che le energie. «Sì infatti, abbiamo già pensasto anche a questo. Anche il mio fidanzato ha fatto il corso di bartender - va avanti Diana - quindi abbiamo già deciso di trasferirci sei mesi ad Ibiza per fare la stagione nei bar, sei mesi in un posto molto turistico dove gli stipendi sono alti. Trovare lavoro all’estero è facile, ci sono anche siti specializzati come workaway.info. E poi chissà, vedremo le prossime mete: mi manca l’Africa, buona parte dell’Asia».

Ma se dovessi decidere di fermarti, dove andresti?

«Di tutto ciò che ho visto, è innegabile che l’Italia sia davvero uno dei posti più belli del mondo. Ma la qualità della vita ormai non è delle migliori. Mi piacerebbe molto vivere in Australia, però c’è il problema dei visti. Se non hai un lavoro altamente qualificato è difficile poter restare lì e diventare cittadino australiano. Credo che sceglierei la Spagna, le isole in particolare, Canarie o Baleari, posti splendidi ed è facile trovare lavoro».

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