Mantova, il Pd fa autocritica: «Non abbiamo capito il disagio del Paese»

Sociologi e guru della comunicazione bacchettano i dem. La segretaria provinciale Forattini: «Ora il congresso per ridare prospettive al partito» 

MANTOVA. «Abbiamo iniziato un percorso. Abbiamo realizzato di non essere riusciti a interpretare il disagio diffuso, ci siamo scollati dalla realtà delle persone e non siamo riusciti a dare un messaggio chiaro e coerente rispetto alle tante cose fatte. Ora si va avanti. Ci attendono mesi complicati, in cui dovremo riconnetterci con ciò che non abbiamo capito e ridare una prospettiva al nostra partito, cosa potrà essere fatta esclusivamente attraverso il congresso». È la sintesi del segretario provinciale e consigliere regionale del Pd, Antonella Forattini, alla fine dei due giorni di riflessione (e autocritica si sarebbe detto un tempo) organizzato dal Pd di Mantova chiamando in città esponenti nazionali del partito e esperti di vari settori della comunicazione.

«Lo scenario politico è mutato. Chi siamo noi nel nuovo contesto? È questa la domanda che dobbiamo porci per ripartire. La nostalgia non ha senso. Non dobbiamo illuderci di tornare indietro. Stiamo vivendo un periodo politico straordinario. Torneremo». È quanto, ad esempio, ha detto Federico Sarica, direttore della rivista di attualità e cultura Studio, ospite insieme a Maurizio Pessato, Presidente Swg, e Lorenzo Pregliasco, co-fondatore e direttore YouTrend, del primo incontro, avvenuto venerdì sera. L’incontro si è svolto nell’auditorium della cooperativa Speranza e ha visto la presenza di numerosi simpatizzanti e militanti. «Vista la débâcle- continua Sarica- proviamo a prendere i dati facendo ripartire da questi le nostre idee: non il contrario interpretando a nostro piacimento i numeri. Facciamo un atto di umiltà».


L’esperto si sofferma poi su alcune riflessioni. «Il Pd, in forme diverse, governa ininterrottamente dal 2011. Per un giovane dunque amministra da sempre. E chi governa a livello nazionale non piace e paga. C’è poi una situazione globale che vede vacillare il centrosinistra, i progressisti. Il Pd rappresenta la politica in uno scenario antipolitico, che nasce ben prima dei 5stelle. I cittadini non ne possono più della politica. Il partito deve fare una scelta: entrare nello scenario antipolitico oppure puntare su una scommessa: ridare forza alla politica ».

«Nel 2013- continua Pregliasco- la società chiedeva innovazione e non è un caso se i pentastellati hanno preso il 25% dei voti. Il Pd però si presentò con proposte e promesse e con un Renzi nelle vesti di rottamatore. Oggi molte persone non vedono risultati».

Ieri si è discusso di nuove tecnologie e social network e di come questo possa influenzare una campagna elettorale. Ad integrare gli spunti proposti dalla segretaria provinciale dei Giovani democratici Beatrice Benaglia, sono intervenuti Francesco Nicodemo, esperto di comunicazione digitale, Dino Amenduni, responsabile Proformaweb e docente di comunicazione politica, Martina Carone, social media manager e Pietro Bussolati, segretario Pd metropolitano a Milano. Gli ospiti hanno sostenuto che gli adulti che usano i social network per fare politica ne ignorano i meccanismi: «È fondamentale utilizzare lo stesso linguaggio utilizzato nella quotidianità».

Il dibattito di ieri mattina era centrato sul tema del lavoro e ha visto confrontarsi il vice ministro allo Sviluppo Economico Teresa Bellanova e i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Daniele Soffiati, Dino Perboni e Paolo Soncini. «Il nostro Paese ha a lungo negato la crisi, utilizzando la foglia di fico della cassa integrazione in deroga - ha detto Bellanova - Il governo ha affrontato la crisi ritenendo che il nostro Paese abbia una vocazione innanzitutto manifatturiera. Su questo dobbiamo continuare a investire, promuovendo ricerca e sviluppo, l’internazionalizzazione e la formazione 4.0. Infondati i timori sull’esaurimento degli incentivi previsti dal Jobs Act».

Barbara Rodella

Gabriele Spinardi
 

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