Delitto Gobbi, la Cassazione: sì all’ergastolo per il complice

Viadana. Ergastolo confermato per Roberto Infante, il 53enne complice nell’omicidio di Giorgio Gobbi, ucciso nel dicembre 2014 da due colpi di fucile dal cognato Luciano Bonazzoli

VIADANA. Ergastolo confermato per Roberto Infante, il 53enne complice nell’omicidio di Giorgio Gobbi, ucciso nel dicembre 2014 da due colpi di fucile dal cognato Luciano Bonazzoli, titolare di un’impresa a Viadana. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato da Infante contro la sentenza emessa in Appello a Brescia nel febbraio dell’anno scorso, che aveva confermato il carcere a vita disposto dalla Corte d’Assise di Mantova.



La sentenza è stata emessa nella tarda mattinata di oggi (11 maggio) dalla Corte d'Assise d'Appello di Brescia. Una condanna durissima che, per le conseguenze di una scelta processuale (non è ricorso al rito abbreviato che gli dava diritto ad uno sconto di pena di un terzo) è di gran lunga superiore a quella di Luciano Bonazzoli, 48 anni, l'uomo che ha materialmente commesso il delitto e al quale sono stati inflitti invece 18 anni di reclusione. Roberto Infante aveva raccontato ai giudici di non essere stato complice dell'uccisione di Gobbi, ma vittima, perché attirato sul luogo del delitto e costretto a collaborare alle fasi successive sotto minaccia di una ritorsione contro di lui e la figlia. Una versione che la Corte ha giudicato «non credibile».Una condanna durissima che, per le conseguenze di una scelta processuale (non è ricorso al rito abbreviato) di gran lunga superiore a quella di Bonazzoli a cui sono stati inflitti 18 anni di reclusione.


 

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