«Sospensione illegittima»: vigilante vince la causa

Accusato dall’azienda di aver aggredito un collega, dimostra la sua innocenza.  Il giudice del lavoro dà ragione alla Cisl che aveva impugnato la sanzione 

MANTOVA. Sospeso dal Corpo vigili dell’ordine con l’accusa di essere venuto alle mani con un collega, insieme al sindacato Fisascat Cisl un vigilante ha vinto l'11 naggio la causa davanti al giudice del lavoro. Motivazione: la sanzione era illegittima. La vicenda risale a oltre un anno fa e vede coinvolto il responsabile di un gruppo di guardie giurate in servizio nella sede di un ente pubblico cittadino. Dopo essere stato attaccato verbalmente da un collega per una questione di cambio turni, era stato da questo poche ore dopo accusato di aggressione con tanto di referto medico. L’azienda aveva a quel punto proceduto a sanzionare entrambi i dipendenti per comportamenti non consoni con il ruolo che ricoprono.

La guardia si è quindi rivolta al sindacato sostenendo la sua assoluta estraneità ai fatti, confermata anche da un testimone presente alla scena incriminata. Fisascat gli ha creduto e ha impugnato la sanzione (sospensione di 6 giorni) attraverso il legale della categoria Zeida Vitale. «A nulla sono valsi i mesi - dichiara la segretaria Fisascat Alessandra Sergi - in cui si è tentato di capire quale fosse l’oggetto della contestazione e della sanzione. La sentenza a favore del nostro iscritto ci conforta e ci riempie di orgoglio perché conferma quanto abbiamo da sempre sostenuto. È stata restituita dignità e professionalità a un lavoratore e a un gruppo di lavoro che, al di là delle bandiere sindacali di appartenenza, ha sempre fornito un servizio eccellente».


Una vicenda il cui epilogo secondo il sindacato è sintomatico di una chiusura dell’azienda al dialogo.

«Il mondo delle guardie particolari giurate è a sé - spiega Sergi - e anche se una sentenza della Corte di Cassazione ha ribadito che le loro funzioni devono essere limitate alla vigilanza e custodia di immobili, spesso si trovano affidate mansioni che non possono svolgere a discapito anche della propria sicurezza. A questo non fa eccezione il Corpo vigili dell’ordine». Di qui la richiesta da parte della Fisascat dell’apertura di un tavolo di confronto con l’azienda «che però dopo mesi continua a fare orecchio da mercante - prosegue la segretaria della categoria - e per questo siamo stati costretti a rivolgerci alle sedi competenti. Insomma riteniamo che il sindacato debba servire a trovare con le aziende soluzioni condivise ai problemi che si possono presentare e anche se all’inizio eravamo ottimisti e fiduciosi purtroppo con il Corpo vigili dell’ordine il dialogo non ha risolto nulla». Come nel caso della sanzione non dovuta.
 

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