Cassa Padana va in rosso, la perdita è di 43 milioni

Andrea Lusenti, direttore generale di Cassa Padana

Sul bilancio 2017 pesano le coperture sui crediti: domenica 27 parola ai soci. Il direttore generale: arrivano segnali confortanti dalla prima trimestrale

MANTOVA. Il 2017 per Cassa Padana (l’istituto di credito cooperativo presente nel Mantovano con filiali a Castellucchio, Gazoldo, Goito e Volta Mantovana) è stato ancora un anno di assestamento che inevitabilmente si è ripercosso sui conti, negativi per la seconda volta nella sua storia. Conti che saranno portati all’attenzione dell’assemblea dei soci in agenda domenica 27 maggio a Leno, in provincia di Brescia.

«La perdita di 43,5 milioni di euro è dovuta alla necessità di allinearsi agli standard richiesti per la copertura dei crediti - si legge nella nota diffusa dalla banca - è stato però un anno fondamentale e molto positivo perché sono state poste le basi per il rilancio dal punto di vista dei volumi e della marginalità della gestione caratteristica di intermediazione bancaria e dei servizi per la clientela. La Cassa coglierà a pieno nei prossimi esercizi i frutti del grande lavoro svolto per la ripartenza e per il riassetto organizzativo, che ha determinato un alleggerimento dei costi operativi di struttura e ha reso la banca più efficiente. Già nel 2018 i conti torneranno ad essere buoni». In questo contesto, infatti, la trimestrale di inizio anno evidenzia un andamenti positivo.


Cassa Padana nel 2017 ha utilizzato parte del suo abbondante patrimonio (156 milioni di euro), «elemento fondamentale che le ha dato la forza di affrontare con serenità la delicata e onerosa fase di transizione imposta al sistema bancario per lasciarsi alle spalle le scorie di anni prolungati di crisi. Si è “messa a posto” dal punto di vista del quadro tecnico, così da entrare con le carte pienamente in regola nel gruppo bancario guidato da Cassa Centrale di Trento e svolgere un ruolo da protagonista, in coerenza con la storia e con ciò che essa oggi rappresenta».

«La gestione caratteristica – spiega il direttore generale Andrea Lusenti - nel 2018 tornerà positiva, con di fondo un quadro tecnico dove l’assetto patrimoniale permane buono (Cet 1 15,68 – 14,57 a livello di gruppo al 31/12/2017), i livelli di copertura adeguati (per le sofferenze al 65% e complessivamente al 53% per le deterioriate) e la partita della riduzione degli Npl (i crediti deteriorati n.d.r.) inserita nella gestione complessiva realizzata dalla capogruppo Cassa Centrale Banca. Cassa Padana continuerà ad essere un solido punto di riferimento sui cui poter contare per costruirne il futuro».

Nel 2017 la raccolta diretta si è attestata 1,55 miliardi di euro mentre quella indiretta a 734 milioni. Gli impieghi sono stati pari a 1,11 miliardi di euro. Cassa Padana può contare su 61 filiali e 446 dipendenti.
 

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