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Lanciò un allarme bomba. La pena: 340 euro d’ammenda

Con una telefonata anonima aveva seminato il panico all’interno di una banca

di Giancarlo Oliani
1 minuto di lettura

ASOLA. Nel gennaio di due anni fa una telefonata anonima aveva seminato il panico all’interno della filiale di Banca Intesa di Asola. Una voce maschile aveva annunciato che due bombe sarebbero esplose nel pomeriggio all’interno dell’istituto di credito. Il direttore aveva subito avvertito i carabinieri e fatto evacuare gli impiegati e i clienti, presenti in quel momento. Per quasi tutta la giornata la banca era rimasta chiusa per consentire le ispezioni interne ed esterne all’edificio. Delle bombe nessuna traccia.

A distanza di mesi gli uomini dell’Arma sono riusciti a individuare il responsabile di quella telefonata e a denunciarlo per procurato allarme. Oggi (17 maggio) l’uomo, difeso dall’avvocato Luigi Medola, ha patteggiato 340 euro di ammenda. Si tratta di Alberto Rubes, 43 anni, residente ad Asola e di professione idraulico. Con tutta probabilità si è trattato di un gesto di vendetta nei confronti della banca che deve avergli negato un finanziamento.

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