Detenuto violento, contusi tre agenti

Il sindacato Sappe: «Ennesima aggressione annunciata». L’uomo aveva già danneggiato l’infermeria del carcere

MANTOVA. Un detenuto aggredisce tre agenti della polizia penitenziaria: è accaduto nella serata di venerdì nel carcere di via Poma. Protagonista: un 23enne di nazionalità marocchina in carcere per rapina. A denunciare l’episodio è stato il segretario regionale del sindacato della polizia penitenziaria Sappe: «Nel carcere di Mantova si è consumata l’ennesima aggressione da parte di un detenuto ai danni di personale di polizia penitenziaria». Gli agenti, che sono dovuti ricorrere al pronto soccorso per ferite lievi e ieri erano nuovamente in servizio, sono comunque riusciti a bloccarlo «scongiurando più gravi conseguenze».

Il sindacato fa presente che «solo qualche giorno fa lo stesso detenuto si era reso protagonista di un grave danneggiamento dell'infermeria dell'istituto» e che «nonostante questo episodio, il detenuto era ancora a regime aperto» e che «l’aggressione di venerdì si sarebbe potuta evitare se si fossero adottate maggiori accortezze nella sua gestione».

Solidarietà agli agenti feriti e al personale di polizia penitenziaria di Mantova è arrivata da Donato Capece, segretario generale del Sappe, che commenta: «Il sistema delle carceri non regge più, è farraginoso, e i costanti e continui eventi critici che si verificano ogni giorno nelle carceri ne sono la più evidente dimostrazione. Quel che denuncia il Sappe da tempo si sta clamorosamente confermando ogni giorno: la sicurezza interna delle carceri è stata annientata da provvedimenti scellerati come la vigilanza dinamica e il regime aperto, l’aver tolto le sentinelle della polizia penitenziaria di sorveglianza dalle mura di cinta delle carceri, la mancanza di personale, il mancato finanziamento per i servizi anti intrusione e anti scavalcamento».

Insomma secondo il Sappe «le aggressioni, i ferimenti, le colluttazioni sono sintomo di una situazione allarmante, per risolvere la quale servono provvedimenti di tutela per gli agenti e di sicurezza per le strutture carcerarie e certo non leggi che allarghino le maglie della sicurezza penitenziaria. Avere carceri meno affollate e più moderne non vuol certo dire aprire le porte delle celle».

L’ultima aggressione di un agente nel carcere di Mantova denunciata dal Sappe risaliva al novembre dello scorso anno. In quel caso il detenuto era stato portato all’ospedale cittadino dove era stato sottoposto ad un trattamento sanitario obbligatorio. E anche in quel caso il sindacato aveva parlato di «aggressione annunciata».


 

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