Pronto soccorso sotto organico. In reparto arrivano i medici 118

Le soluzioni individuate dal Poma dopo la lettera inviata alla direzione sulla carenza di personale. Oltre ai camici bianchi del soccorso anche l’impiego delle guardie mediche e la mobilità interna

MANTOVA. È in cinque punti la risposta dei vertici dell’Asst di Mantova all’allarme organico lanciato alcuni giorni fa dai medici del pronto soccorso del Carlo Poma. I rinforzi al reparto che da circa tre mesi conta cinque camici bianchi in meno arriveranno tramite l’impiego dei medici del 118 e l’utilizzo delle guardie mediche per i trasporti dei pazienti tra ospedali. Ma anche attraverso un concorso a tempo indeterminato, l’ampliamento del numero dei liberi professionisti con idoneità per l’emergenza e un avviso interno tra gli specialisti che già operano in ospedale.

Nei giorni scorsi direzione sanitaria, amministrativa e dirigenti del personale si sono incontrati con il primario del pronto soccorso, Mario Luppi, per studiare un piano di interventi per dare risposte veloci al grave problema che secondo i medici ha raggiunto un livello tale da mettere a rischio la copertura dei servizi nei prossimi mesi estivi. Ecco le soluzioni individuate insieme all’Ats Val Padana.


UN AIUTO DAL 118

In aiuto al pronto soccorso arriveranno i medici del 118 che accetteranno un turno aggiuntivo, ovviamente nel rispetto del riposo orario tra un servizio e l’altro. Ancora da definire il numero esatto.

LE GUARDIE MEDICHE

I medici della continuità assistenziale (ex guardia medica) saranno invece impiegati per i trasporti secondari (i trasferimenti dei pazienti da un ospedale all’altro). È stata inoltre attivata una ricerca sul territorio tra medici libero professionisti con idoneità a svolgere attività al pronto soccorso.

ASSUNZIONE CON CONCORSO

Capitolo concorsi: sta per scadere un bando a tempo indeterminato al quale sono già iscritti diversi medici. Infine la direzione ha deciso di emettere un avviso interno per cercare professionisti che già operano al Carlo Poma interessati a lavorare al pronto soccorso.

Insomma, un ventaglio di soluzioni individuate per colmare le carenze di organico e dare respiro a medici e infermieri del reparto che ormai da mesi stanno affrontando turni massacranti con il raddoppio delle guardie notturne.

«Il problema era ben noto anche alla direzione strategica – spiegano dalla direzione sanitaria – negli ultimi tre mesi tre medici del pronto soccorso assunti con contratto a tempo determinato hanno optato per altri ospedali più vicini alla loro residenza. Inoltre si sono verificati anche due casi di malattie prolungate. L’Asst ha subito attivato un bando per un’assunzione e in questi giorni stiamo cercando di reclutare altro personale».

Subito dopo l’allarme carenza organico lanciato dai medici, la direzione sanitaria aveva convocato il primario per studiare una soluzione in grado di dotare il reparto entro l’estate di uno staff adeguato alla mole di lavoro che ogni giorno medici e infermieri devono affrontare (più di 150 ingressi nell’arco delle 24ore). E le risposte sono arrivate nel giro di pochissimi giorni.

LA LETTERA

I camici bianchi in una lettera inviata alla direzione sanitaria dell’Asst avevano messo in evidenza le difficoltà emerse con cinque medici in meno in organico soprattutto in prossimità del periodo estivo e in sede di stesura del piano ferie.

In questi ultimi tre mesi al personale sanitario è stato assegnato il doppio delle guardie notturne rispetto a quelle in genere richieste. E il turno di notte, con circa 60-70 pazienti, non è certo leggero, anche perché in situazioni di emergenza d’organico non consente una corretta compensazione del numero dei riposi.


 

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